Cave, bocciata la mozione che chiedeva nuovi controlli

L’atto era stato presentato dai consiglieri regionali Puricelli e Azzi che avevano richiesto un ulteriore monitoraggio di tutte le cave del Varesotto

È stata respinta, nel corso della odierna seduta di Consiglio regionale, a voto segreto, una mozione che impegnava la Giunta Regionale ad attivare gli organi tecnici di Arpa per l’avvio immediato, nell’area della Cava ex Coppa di Cantello (Va), di un’ulteriore fase di studio di un anno in modo da ottenere maggiori conoscenze sulla falda presente in prossimità della zona. L’atto era stato presentato dai consiglieri regionali varesini del Pdl Giorgio Puricelli e Rienzo Azzi, presidente della commissione Territorio. La scelta era stata suggerita dalla stessa Agenzia regionale di protezione ambiente nelle conclusioni della sua relazione tecnica del giugno 2012 per avere una valutazione corretta circa le criticità emerse nel corso dei primi tre mesi di studio e quale attività necessaria per avere un quadro più completo della situazione di rischio.

«Il voto segreto – spiegano Puricelli e Azzi – ha scoperto le carte. Perché la decisione di non mostrare la faccia ha una sola spiegazione, che si vuole proteggere la lobby dei comitati per una scelta di comodo, di certo non per tutelare la salute dei cittadini. Non si può fare le pulci alla cava Coppa, che sta a valle, e chiudere gli occhi di fronte ad altre due cave che stanno a monte e che hanno, a detta di Arpa, una maggiore concentrazione di inquinanti. Qui allora ci sono figli e figliastri».

«Approfittando del fatto che il cavatore non sta scavando – proseguono Azzi e Puricelli – noi avevamo chiesto che Arpa potesse proseguire i rilevamenti per altri dodici mesi, monitorando non solo la cava ex Coppa ma anche le cave Rainer e Valli di Arcisate e Femar di Viggiù che presentano una maggiore concentrazione di arsenico. Questo era l’unico modo serio di salvaguardare e tutelare la salute dei cittadini del territorio senza rincorrere il consenso dei comitati che furbescamente chiudono gli occhi davanti a queste situazioni ben più pesanti e a rischio».

«Va poi detto che se il cavatore, che ha già annunciato una battaglia legale, dovesse vincere la causa – aggiungono Azzi e Puricelli – ciò determinerà la riapertura della cava e l’inizio dei lavori senza più la possibilità di fare i controlli. Ora ci chiediamo se al di là dei finti paladini della salute esistano invece dei comitati interessati realmente alla salute dei cittadini e che possano sostenerci in questa sacrosanta battaglia. Se ci sono, battano un colpo».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Ottobre 2012
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