Monza contro Formigoni: “Noi capoluogo per legge”
Il governatore indica Como come città “baricentrica” per la guida dell’accorpamento. Scanagatti (Pd) non ci sta. La Lega: “Formigoni vada a farsi una vacanza”
Non solo i brianzoli antagonisti per definizione, quelli del Pd, ce l’hanno col governatore Lombardo, che si è espresso a favore di Como capoluogo “perché città baricentrica”.
Ad augurare al governatore di farsi “una vacanza” ci sono anche quelli che – tecnicamente – sono ancora i suoi alleati: i leghisti, in particolare i monzesi, neanche a dirlo.
La battaglia per rivendicare l’enorme vantaggio che deriverebbe dal diventare il nuovo polo direzionale della politica provinciale si fa davvero dura. Ed ecco che allora i giochi partono proprio da Roberto Formigoni che – raccoglie il quotidiano on line Mbnews riprendendo una recente intervista – stuzzicato dai cronisti circa la nuova macro area voluta dal governo Monti all’insegna del risparmio, indica Como come città sede del nuovo direttivo provinciale.
«Ho sostenuto che nel caso di un accorpamento di quel genere come minimo bisognerebbe cercare un capoluogo baricentrico e Monza non lo è – ha affermato Formigoni . Non si può costringere uno di Luino ad andare a Monza. Serve un capoluogo baricentrico»; quale? Como? «Sì» risponde il celeste.
Neppure il tempo di asciugare l’inchiostro ed ecco che arriva il fuoco incrociato. Da una parte, quello del sindaco di Monza, il Democratico Scanagatti, il quale rivendica sempre sulle colonne del quotidiano on line brianzolo che: «Il nostro comune sarà capoluogo per legge. Formigoni non ha il potere di modificarla». Dall’altra il tiro “amico” del segretario provinciale della Lega Nord Dionigi Canobbio: «Se Formigoni pensa che Monza non possa o non debba essere il capoluogo di una eventuale nuova maxi-provincia, forse ha le idee confuse e avrebbe bisogno di una vacanza esotica rigenerante». E per ben due motivi: «In primo luogo perché la legge prevede che sia Monza il capoluogo», «ma soprattutto perché il giorno prima lo stesso Formigoni aveva chiesto al Governo di mantenere lo status quo, perché le province lombarde sono virtuose e con i conti a posto e non necessitano accorpamenti».
E adesso? Di tempo per parlare non ce n’è in realtà molto: sembra che manchi davvero poco alla decisione – per decreto legge – che spetterà al Consiglio dei Ministri licenziare nella prima seduta utile di novembre (fonte: Ansa) salvo colpi di scena o dietro front dell’esecutivo.
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