Spunta a Mosca il portafoglio dell’imprenditore rapinato a Viggiù
Il milionario che si oppone al governo Putin era stato picchiato e derubato davanti a casa sua. Forse si tratta di un messaggio mafioso. Gli avvocati: “Qualcuno lo sta tenendo d’occhio”
Era stato aggredito a Viggiù, fuori dal cancello della villa. Calci e pugni, e il portafoglio sottratto. Qualche giorno fa, la sorpresa: il portamonete è stato trovato, a Mosca, nella cassetta delle lettere di un ristorante, che appartiene all’imprenditore picchiato, Andrey Spiridonov. Una messaggio? Forse, di certo una coincidenza inquietante, rivelata dall’avvocato del cittadino russo rifugiatosi a Viggiù perché in rotta con Vladimir Putin.
Spiridonov è un rifugiato politico e dietro il suo arresto a luglio (ma è stato subito rilasciato) c’è un giallo internazionale. La Russia lo accusa di essere un truffatore. Egli si dichiara invece un oppositore politico. La polizia italiana lo ha arrestato, ma i giudici lo hanno subito rilasciato perché ha lo
status giuridico per l’asilo politico. La Russia vuole l’estradizione, la corte di appello di Milano ha congelato tutto e le udienze si svolgeranno nelle prossime settimane.
Nel frattempo accade che il 6 settembre la moglie di Andrey, Irina, vede due uomini che passeggiano da tempo dietro il muro di cinta della villa principesca che l’uomo d’affari ha affittato a Viggiù. L’imprenditore è un ex militare, è grande e grosso, conosce le arti marziali e ha sull’addome i buchi di una granata presa in guerra; insomma non si fa problemi ad affrontare i due signori che stazionano davanti al suo cancello e che, con accento dell’est, lo apostrofano. Si dicono qualcosa, poi scatta la zuffa. Spiridonov viene picchiato e derubato. Denuncia tutto ai carabinieri. Chiede protezione, dice che il governo russo lo sta controllando. Il tribunale di Mosca gli contesta una truffa da 11 milioni di euro nei confronti di un altro uomo d’affari per la vendita di valvole destinate all’industria petrolifera in Venezuela. «E’ arrivata una richiesta di arresto di due paginette scarse, è una montatura» afferma l’avvocato Andrea Boni. Gli investigatori sono perplessi, in teoria non si dovrebbero occupare più della faccenda ma bisognerebbe verificare se il russo dice il vero. Spiridonov sostiene di essere in pericolo, e ora spunta il portafoglio vuoto a Mosca. Gli avvocati Andrea Boni e Enzo Cosentino stanno aspettando che un collaboratore del russo venga a Varese per sporgere la denuncia. Ma in questo giallo c’è davvero qualcosa di strano.
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