“Basta spremere i frontalieri”, al via la raccolta firme
Le sigle sindacali varesine e del Canton Ticino si schierano contro il blocco all'indennità di disoccupazione speciale disposto dal Governo attraverso l'Inps
"Basta spremere i frontalieri". Questo lo slogan scelto da Cgil, Cisl, Uil, le Acli di Varese e le Organizzazioni sindacali svizzere Unia e Ocst per protestare contro la scelta del "Governo che – spiegano i rappresentanti dei lavoratori – attraverso l’Inps ha bloccato, a partire da settembre 2012, l’indennità di disoccupazione speciale, che spetta a loro in forza di una legge dello Stato, riducendo il diritto ad una semplice indennità ordinaria di disoccupazione non agricola". Le organizzazioni hanno lanciato una raccolta firme per rivedere la decisione del Governo e per ripristinare il diritto all’indennità speciale. Saranno inoltre convocate delle riunioni per informare i lavoratori della vertenza in atto. Le due assemblee sono in programma i prossimi 22 novembre (Sala consiliare del comune di Lavena Ponte Tresa, ore 21) e 27 novembre (sala consiliare del comune di Malnate, ore 21).
Le ragioni della protesta
La protesta dei frontalieri è scoppiata dopo la decisione del Governo di ridurre l’indennità di disoccupazione speciale dei frontalieri a una "indennità ordinaria di disoccupazione". E la differenza tra le due non è poca cosa: "L’indennità speciale per i frontalieri disoccupati – spiegano i sindacati – spetta per dodici mesi, mentre l’indennità ordinaria solo per otto. Inoltre l’importo della disoccupazione speciale è pari al 50 per cento del salario percepito in Svizzera, mentre l’indennità ordinaria è largamente inferiore".
Chi paga le indennità?
I soldi del fondo per sostenere la disoccupazione speciale per i frontalieri sono stati versati dagli stessi lavoratori attraverso le trattenute in busta paga. "All’Inps vogliamo ricordare che il fondo specale giacente ammonta a circa 270 milioni di euro e quella somma è l’esclusivo risultato dei contributi che i frontalieri hanno versato durante l’attività lavorativa in Svizzera".
Il fondo "sfortunato"
Non è la prima volta che il fondo per sostenere la disoccupazione dei frontalieri finisce al centro delle polemiche. Nel 2010 un emendamento della Lega al decreto Mille Proroghe proponeva di utilizzare il 50 per cento di quelle risorse in modo diverso. Anche in quel caso i sindacati avevano contestato la decisione minacciando manifestazioni e proteste e alla fine il fondo è rimasto inalterato.
Leggi anche – La replica dell’Inps
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