Le ruspe “mangiano” la vecchia università
Proseguono i lavori di abbattimento del padiglione alle spalle del collegio Sant'Ambrogio. I residenti: «Invasi dalla polvere»
Continuano in via Ravasi a Varese, i lavori di demolizione degli edifici alle spalle dell’ex collegio Sant’Ambrogio dove, fino a pochi anni fa, aveva sede l’università dell’Insubria. Il cantiere ha preso il via all’inizio di ottobre di quest’anno e proseguirà fino al completo abbattimento delle strutture del cosidetto "padiglione B".
Lo stato dei lavori oggi: nella foto l’edificio prima e dopo


La demolizione interessa una vasta area del centro della città, a poca distanza da case e negozi. E con l’intensificarsi degli interventi aumentano anche i disagi: alcuni residenti della zona ci hanno contattato per segnalare i problemi riscontrati ogni volta che le ruspe entrano in funzione. Come Emilio, un lettore che scrive: "Purtroppo è tutto il giorno che siamo circondati da una polvere di cemento molto fastidiosa, che si sparge nel raggio di 50-100 metri, zona centro commerciale Le corti compreso. Occhi che bruciano, fastidio a inalare. Vorrei che qualcuno prenda atto di questo problema in quanto la demolizione procederà per parecchio tempo".
L’opera proseguirà anche nei prossimi mesi. Il costo stimato dell’intervento è pari a 1.200.000 euro sostenuto attraverso l’utilizzo di fondi MIUR e fondi del Ministero dell’Università.
Resterà intatto invece il "padiglione A", quello storico, che è stato quasi completamente ristrutturato e ospita gli uffici del personale tecnico e amministrativo e il rettorato. Resta ancora da definire invece ciò che sorgerà dopo, quando la demolizione sarà ultimata. La maggior parte delle attività dell’ateneo in questi anni è stata infatti trasferita nel polo di Bizzozero, dove si trova anche l’ultima opera edilizia dell’Insubria: il collegio Cattaneo. Spetterà ai nuovi vertici dell’ateneo la scelta tra il ritorno dell’università nel centro di Varese oppure lo sviluppo del quartiere universitario periferico.
Leggi anche – In via Ravasi arrivano le ruspe
L’Insubria presenta al ministro il suo "gioiellino"
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