Corridori varesini, il gruppo si è dimezzato

Con Basso, Garzelli e Cantele ci sono sempre meno atleti professionisti. Colpa della crisi e di un sistema nazionale alla deriva: in quattro hanno smesso, Bailetti potrebbe dire addio a breve

La crisi del ciclismo italiano è sempre più profonda. Squadre che spariscono, sponsor che si defilano, corse – anche storiche – che vengono cancellate: un panorama non certo esaltante dove, al di là delle eccellenze, si fa fatica a sopravvivere. Nonostante tutto questo però, all’orizzonte non si intravedono cambiamenti politici: non a caso, a capo della Federazione, è stato eletto ancora una volta Renato Di Rocco che evidentemente continua a godere della fiducia del movimento. In questo scenario anche il gruppo dei corridori varesini si assottiglia sempre più: con le squadre Continental sono spariti dagli ordini di partenza diversi atleti, pure capaci di vittorie e piazzamenti nel recente passato. E così siamo ai soliti: Basso è il faro, Garzelli l’esempio, Alafaci la sola speranza del domani. Con Cantele e Carretta a rappresentarci nel ciclismo femminile che pure disputa in casa nostra – a Cittiglio – l’unica prova italiana di Coppa del Mondo.

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EUGENIO ALAFACI (1990 – 0 vittorie) – Leopard Trek (Lux)
L’anno di apprendistato nel circuito professionistico ha detto che il 22enne di Carnago ha tutte le qualità per continuare a gareggiare a buoni livelli. Tanti piazzamenti, la vittoria sfiorata in più occasioni, la capacità di battersi bene in volata fanno di Alafaci un prospetto su cui lavorare a fondo, anche perché uno come lui può davvero fare lo sprinter o, almeno, l’apripista di qualche uomo-jet di vaglia. Eugenio sarà ancora alla Leopard, sorta di vivaio per la fortissima Radioshack, insieme ad altri talenti molto promettenti. Il posto giusto per crescere.

PAOLO BAILETTI (1980 – 0 vittorie) – Senza squadra
Proviamo a essere positivi e propostivi e inseriamo il 32enne nato a Somma Lombardo nell’elenco dei corridori in attività, anche se la sua situazione professionale è appesa a un filo. Ex Utensilnord, Bailetti è gregario affidabile come dimostra una carriera lunga, fatta di pochi piazzamenti in classifica ma di tanto lavoro per i capitani di turno anche al Giro e nelle classiche monumento italiane. «C’è qualche trattativa flebile e nulla più» dice sconsolato al telefono. Chissà che qualcuno, nelle prossime settimane, si ricordi di lui e gli dia una possibilità che si meriterebbe.

IVAN BASSO (1977 – 43 vittorie) – Cannondale (Ita)
È iniziata nientemeno che da Hollywood la nuova stagione del principale corridore varesino: potenza della Cannondale, sponsor americano che ha sostituito la Liquigas nel denominare la squadra verde-blu, ricca di giovani leoni (Sagan, Moser…) ma che è orfana di Nibali passato all’Astana. E così per il Giro il leader designato è ancora Ivan che ha già vinto due volte la corsa rosa e probabilmente metterà in strada una tattica diversa dall’anno scorso quando cercò di controllare il gruppo saltando però nelle tappe finali. La prima parte di stagione è tutta tesa a preparare il Giro, poi si vedrà; di certo il cassanese vuole riscattare un 2012 deludente, salvato in extremis dall’unica vittoria alla Japan Cup. Il "capo" dei varesini a pedali, comunque, rimane lui senza alcuna discussione.

NOEMI CANTELE (1981 – 31 vittorie) – BePink (Ita)
Ha ancora voglia di battersi con le migliori al mondo, Nostra Signora del Ciclismo. Noemi Cantele nel 2012 partì molto forte, con diverse vittorie, però non riuscì a confermarsi nel cuore della stagione, Olimpiadi comprese. Ma il progetto BePink fa ancora di lei uno dei punti di forza e quindi l’arcisatese è risalita in sella con l’entusiasmo di sempre, mettendo già nel mirino le prove di Coppa a partire dal "Trofeo Binda" che non ha mai vinto da Elite. Potrebbe essere il suo ultimo anno: proverà a lasciare il segno da campionessa. Sempre che poi smetta davvero: per noi è faticoso crederlo.

VALENTINA CARRETTA (1989 – 0 vittorie) – MCipollini-Giambenini (Ita)
È giovane, entusiasta, ed ha saputo tornare in bici dopo un periodo di "stacco" quasi fisiologico. La caravatese è attesa quest’anno al definitivo salto di qualità almeno su scala nazionale: gareggia in una formazione interessante nella quale però potrà giocare le proprie carte per qualche risultato di rilievo. Aspettiamo anche lei a Cittiglio e da lì per il resto del calendario (quello delle corse, non quello di I Love Cycling in cui ha posato in veste di pin-up per beneficenza: brava): ha già vestito l’azzurro in passato, chissà che quest’anno replichi la presenza in nazionale.

DAVIDE FRATTINI (1978 – 4 vitt. + 15 nel cross) – United Healthcare (Usa)
Ormai è americano a tutto tondo, anche se non dimentica – anzi ne è orgoglioso – le sue radici varesine. Frattini dopo gli anni ruggenti al Team Colavita è ormai diventato uno scudiero fedele della United Healthcare, squadra di buon livello che gli ha permesso di tornare talvolta a gareggiare in Europa e non solo in America (per questo è uno dei primi italiani a popolare gli ordini di arrivo). Non più giovane, prosegue nella sua avventura oltreoceano, dove qualche volta ha già lasciato il segno ma quest’anno lo vedremo spesso anche tra Francia (fin da subito) e Belgio. Chissà che il 2013 non possa portargli qualche altro successo, anche se il suo primo compito è quello di fare il gregario.

STEFANO GARZELLI (1973 – 35 vittorie) – Fantini-Selle Italia (Ita)
(Quasi) Quarant’anni e non sentirli: dopo una stagione con poche gare e tanti problemi, anche legati alla situazione della sua ex squadra, l’Acqua&Sapone (il cui mancato invito al Giro grida ancora vendetta…), il superveterano del nostro ciclismo torna ai nastri di partenza per esaudire il suo ultimo desiderio agonistico. Disputare cioè un’altra volta il Giro d’Italia, la gara che gli ha dato la gloria con la vittoria finale nel 2000 e gli ha prolungato la carriera grazie alle tappe vinte (con tanto di due maglie verdi) negli ultimi anni. Il Garzo – pur programmando l’intera stagione – punterà soprattutto alla corsa rosa, all’interno di una squadra dichiaratamente votata all’attacco. E se qualche giorno non troverà le gambe giuste, potrà insegnare i trucchi del mestiere al giovane Rabottini, suo erede nella classifica dei GPM. 

IVAN SANTAROMITA (1984 – 1 vittoria) – BMC Racing Team (Usa)
Comicia subito la stagione del "Santino", convocato in extremis per sostituire Ballan in Australia agli ordini di un altro varesino, il direttore sportivo Stefano Zanini. Un piccolo cambio di programma per il corridore di Clivio che non dovrebbe però variare quello che è il suo calendario per il 2013 che ha per primo obiettivo la partecipazione al Giro. Inserito di nuovo in uno degli squadroni del ciclismo mondiale, Santaromita dovrebbe comunque ritagliarsi un ruolo nella corsa rosa, dove lo scorso anno fu autore di una "fuga per la vittoria" sfumata per un soffio. Per il resto, si vedrà: essere in una squadra di World Tour gli garantisce tanti giorni di gara, ma per le convocazioni che contano dovrà battere un’agguerrita concorrenza interna.

SILVIA E IRENA – Il ciclismo femminile presenta altre due atlete che meritano una segnalazione. Silvia Stevenazzi di Lozza, 19 anni a marzo, gareggerà per la Ju Green e comincerà ad assaggiare il plotone delle Elite, pur partecipando ancora anche alle gare juniores. L’italoamericana Irena Ossola, originaria di Oltrona al Lago, dopo una stagione con Be Pink è andata negli Usa dove ha iniziato la stagione con il ciclocross. Ha 24 anni, un buon passato nell’atletica leggera ma può fare strada anche a pedali.

GLI ADDII – È davvero lungo, quest’anno, l’elenco di chi ha appeso la bicicletta al chiodo. Nel gruppo del ciclismo non ci sono più il passista Edoardo Girardi (ottimo tra i dilettanti), lo sprinter altomilanese Daniele Callegarin (2 vittorie in carriera, una bruttissima caduta un anno e mezzo fa), lo scalatore Luca Zanasca (che di vittorie ne ha collezionate ben 4 tra i professionisti). Stop anche per Giuseppe De Maria, uno delle tante vittime di promesse non mantenute. Al corridore di Marchirolo restano quelle due vittorie solo sfiorate contro Giovanni Visconti (nel 2011) e Marko Kump; pochi metri che avrebbero potuto cambiargli la carriera. Alcuni di loro hanno già trovato lavoro, anche in ambito ciclistico, altri lo stanno ancora cercando stufi di elemosinare un ingaggio. Ma se ai vertici nazionali nessuno capisce la situazione, questi casi saranno sempre più frequenti.

Ecco dov’erano i varesini negli anni scorsi: 2012 2011  2010  2009 

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Pubblicato il 16 Gennaio 2013
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