Le reazioni: “Il fallimento è della Lega Nord”

Leggio, Bonafè, Marchesin e Vignola commentano la fine dell'amministrazione Dell'Acqua

Il giorno dopo le dimissioni del primo cittadino di Azzate non si fanno attendere le reazioni. Tutti si dicono dispiaciuti per la fine anticipata dell’amministrazione guidata da Giovanni Dell’Acqua, ma nessuno risparmia stilettate e attacchi alla Lega Nord, identificata come responsabile prima della caduta della giunta. Primo fra tutti l’ex vicesindaco Salvatore Leggio, eletto in area Pdl (la coalizione nel 2009 era composta da Lega Nord, Pdl e Indipendenti) il primo ad abbandonare la nave e se vogliamo il primo mattone caduto che ha fatto crollare l’intero castello: «La Lega Nord ha dimostrato l’incapacità ad amministrare – commenta -. La scelta del sindaco testimonia la bontà del mio disappunto e del mio sdegno nei confronti di un modo di portare avanti le cose senza ascoltare i cittadini. Hanno fallito, gestendo male la macchina amministrativa. Forse avrei potuto anticipare la fine di questa avventura: non l’ho fatto per spirito di servizio».

L’unico rimasto seduto al suo posto tra i banchi della maggioranza nella sera di lunedì 28 gennaio è stato Bruno Bonafè, ormai ex assessore alle attività produttive e commerciali e promozione del territorio, eletto nel 2009 nella lista che ha vinto le elezioni come indipendente: «Io mi ritengo una persona onesta e giusta – commenta -. Penso che il sindaco sia un galantuomo che ha letto una lettera corretta e completa. In giunta c’era maretta, è risaputo: il sindaco ha provato a mediare, ma la Lega voleva imporre le proprie idee e la propria linea politica. Io penso con la mia testa e ho le mie idee, nessuno mi può imporre nulla». I membri della Lega Nord hanno accusato il primo cittadino, lo stesso Bonafè e Leggio di amministrare per conto proprio, senza ascoltare il resto della maggioranza: «Dicono che eravamo 10 a 3 – commenta Bonafè -: sarà stato così. Lanciano accuse a noi? Io mi occupavo di commercio e marketing territoriale, di urbanistica non posso rispondere io. Mi accusano di essere troppo vicino al Pd perchè mia figlia è candidata in Parlamento? Io non ho tessere politiche in tasca, aiuto mia figlia come farebbe un qualsiasi padre di famiglia. Il sindaco da Renzi a Varese? Si conoscono da tempo, ognuno può andare a salutare un conoscente anche se non è del suo stesso partito

Vincenzina Marchesin, capogruppo della lista di minoranza “Nuovo accordo civico”, commenta allargando le braccia: «Dovremmo essere contenti, ma non lo siamo perché si apre un momento difficile per il paese, con strascichi polemici e ulteriori divisioni. Lasciano Azzate senza guida». Sulla stessa linea l’altro capogruppo di minoranza, Enzo Vignola della lista “ViviAzzate”: «Prima o poi doveva succedere – spiega -. Col suo discorso il sindaco si è parzialmente riscattato: la sua amministrazione ha fatto poco, lasciando sul piatto problemi enormi per il paese senza nemmeno avvicinarsi ad una possibile soluzione. Era chiaro che la Lega Nord avrebbe condizionato pesantemente le cose: l’ho detto subito e la dimostrazione è arrivata fin dai primi momenti, con la nomina di un assessore esterno come William Malnati che ha portato in giunta la linea politica del partito da rispettare. I problemi restano in sospeso, dalla convenzione con l’asilo non firmata e rimandata a chissà quando allo stallo sulla questione campeggio e sul Pgt. Spero che i cittadini abbiano capito che quelli leghisti erano solo proclami: per tre anni non hanno fatto altro che rimandare».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Gennaio 2013
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