“Non si metta in discussione la sicurezza del Del Ponte”

Una denuncia presentata dall'ex anestesista dell'ospedale ha indotto la direzione a replicare fugando ogni timore sulla qualità dell'offerta sanitaria

Non si metta in discussione la sicurezza e la qualità dell’ospedale Del Ponte. L’ultima lettera inviata dal dottor Giudice , membro del Comitato per l’ospedale unico a Varese, ha indotto la direzione dell’azienda ospedaliera a fugare debbi e timori sulla qualità dell’attuale offerta di assistenza.

 
Nella sua lettera il dottor Giudice, ex primario di anestesia nello stessa azienda, pone al centro il problema della sicurezza: « Siamo del parere – afferma il membro del Comitato – che per una serie di motivi,  la collocazione di una Pediatria seria va posta, per motivi di sicurezza , all’interno di un complesso “per acuti”. Ricordiamo una volta per tutte che il destino della Pediatria (bambini) è strettamente collegato a quello dell’Ostetricia e Ginecologia (donne). A questo proposito ricordiamo che vengono eseguiti sempre più di frequente interventi altamente demolitivi per patologie neoplastiche in ginecologia, che spesso richiedono anche l’intervento a supporto del chirurgo o dell’urologo : tempo di attesa in sala operatoria a ”pancia aperta” almeno 30-45 minuti; poi di frequente la donna viene trasportata al Circolo in Rianimazione! Pazienti critici al Del Ponte non possono permettersi di avere un infarto nel pomeriggio perché il cardiologo è presente solo nei giorni feriali e dalle 8 alle 16. Dalle 16 alle 8 del giorno successivo e nei giorni di sabato e domenica il cardiologo non è presente, ma solo reperibile. E’ questa la sicurezza che vogliamo per le nostre donne? Altrettanto laboriosa è la trasmissione di un elettrocardiogramma dal Del Ponte al Circolo per la lettura e la risposta: viene attivata una metodica studiata per fare diagnosi a distanza con una cardiolina che funziona come un cellulare e in certe zone delle degenze non vi è campo. Questo avviene a Varese, nel profondo Nord! …..quante situazioni di emergenza sono tamponate dai medici che sul campo affrontano queste situazioni con spirito da prima frontiera! Ma non siamo in Vietnam e ci si augura che la razionalità abbia la meglio sulle favole impossibili ricordando che la sicurezza viene prima di ogni incipriamento e di ogni utopia che accontenta le velleità narcisistiche di qualcuno ma è foriera di gravi disagi per il paziente».
 
Decisa, dunque, la replica dell’azienda : « Il dibattito sull’opportunità o meno di realizzare all’Ospedale Del Ponte il nuovo Polo materno-infatile di Varese suscitato in queste settimane dal Comitato per un ospedale unico è assolutamente lecito e rispettabile. Altrettanto lecito non è spostare i dubbi e i timori dal futuro del Del Ponte alla situazione presente di un Ospedale che funziona, creando inutili allarmismi e timori assolutamente non giustificati, che non fanno bene né all’Ospedale né certamente alla città che lo ospita. Dimostrazione ne è anche il recente sopralluogo compiuto dall’ASL di Varese, proprio su istanza dello stesso Comitato, che ha confermato il buon funzionamento del nostro ospedale. Per quanto riguarda gli infarti acuti, bisogna osservare che il loro trattamento avviene in centri specialistici. Nella nostra città la struttura deputata è l’Ospedale di Circolo che è dotato di emodinamica e a cui afferiscono i pazienti infartuati che provengono dal territorio e dagli altri ospedali del nord della provincia. 
Non dimentichiamoci infine che ogni anno al Del Ponte nascono oltre 3mila bambini, perché altrettante sono le mamme che scelgono questo ospedale per partorire. Che in questo stesso Ospedale vengono trasferiti neonati da tutta la Provincia per essere ricoverati nella Terapia Intensiva neonatale. Che ogni anno qui si eseguono oltre 3.000 interventi chirurgici, anche di alta complessità. E questo grazie agli operatori che vi lavorano quotidianamente, con competenza e passione, e che meritano tutta la nostra fiducia».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Gennaio 2013
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