“Più attenzione alle acque che entrano nel Ceresio”

Così le conclusioni della Commissione internazionale per la protezione delle acque italo svizzere

lago di luganoUn lago con livelli di azoto che migliorano, ma con ancora tanto da fare per assicurargli un futuro roseo e al pari di altri bacini prealpini. Questo il bilancio dei dati che emergono dall’Istituto scienze della Terra della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (IST-SUPSI) durante la campagna 2011, nell’ambito delle attività di ricerca promosse dalla Commissione Internazionale per la Protezione delle Acque Italo-Svizzere (CIPAIS)Ala Redazione,il Bolletta è il maggiore immissario del bacino sud del Lago di Lugano e sfocia nel Comune di Porto Ceresio (qui l’intera ricerca).
Le conclusioni dello studio rilevano che "malgrado i miglioramenti conseguiti negli ultimi decenni, il Lago di Lugano risulta ancora fortemente eutrofizzato con una produzione primaria eccessiva. In confronto agli altri grandi laghi sudalpini e svizzeri è quello che presenta le maggiori criticità qualitative. L’andamento altalenante degli apporti e del contenuto di fosforo totale nel lago, nonché un’ossigenazione costantemente critica delle acque ipolimniche (con formazione di composti ridotti indesiderati), rendono più che mai opportuno tenere sotto stretto controllo l’evoluzione di questo ecosistema lacustre".
"In quest’ottica – continua la ricerca – va mantenuto lo sforzo volto ad abbattere ulteriormente gli apporti esterni di fosforo per raggiungere i carichi critici prestabiliti, proseguendo nell’eliminazione delle immissioni dirette provenienti dagli abitanti rivieraschi e dagli scaricatori di piena. A tal fine sono auspicabili il completamento e l’ottimizzazione della gestione della rete delle canalizzazioni ed il mantenimento della capacità funzionale dei manufatti già realizzati, separando per quanto possibile le acque meteoriche da quelle luride. In particolare, per quanto concerne gli impianti di trattamento delle acque, è necessario che venga assicurata una gestione efficiente degli stessi".
Un riferimento, nella fattispecie, va segnalato alle condizioni di un immissario italiano al lago, il tanto discusso Rio Bolletta, che sfocia nel Ceresio proprio a Porto Ceresio. 
In merito a questo argomento, nella ricerca si legge anche che: "I prelievi effettuati nel 2011 sui corsi d’acqua hanno evidenziato criticità  qualitative in particolare sul fiume Bolletta per quanto concerne le forme azotate più problematiche (nitrito e ammonio) ed i composti di fosforo".
Un primo commento sui dati arrivada Virgilio Benzi del Comitato Partecipazione Comune di Porto Ceresio: "Chiariscano i componenti politici italiani della Commissione come vanno letti (se aderenti o meno alla legislazione italiana) i dati del lavoro riconosciuto nella riunione annuale tenuta il 26 ottobre 2012 a Varese".

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Gennaio 2013
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