Varese, frenata brusca. Il Lanciano espugna Masnago

Vittoria meritata degli ospiti che passano per 1-2: biancorossi in difficoltà in difesa e con poche energie dopo la partita con il Brescia, non basta il solito gol di Ebagua

Il Varese tambureggiante e arrembante visto nel secondo tempo della partita con il Brescia non è pervenuto a Masnago in occasione della visita del Lanciano e infatti il risultato è opposto: 2-1 per gli ospiti. Uno stop inatteso, doloroso e giusto quello del Varese, quasi mai in partita e a lungo in balia della squadra di Gautieri che avrebbe potuto fare anche di più se Piccolo, in diverse occasioni, non avesse fallito la stoccata a tu per tu con Bressan. Nonostante ciò i biancorossi sono arrivati a un passo dal pareggio, grazie al lampo di Ebagua che ha fissato l’1-1 nel cuore della ripresa, ma l’ennesima frittata cucinata dalla difesa di Castori ha fatto il resto: dormita e fallo da rigore di Fiamozzi (fischio contestato dai biancorossi), rete dal dischetto di Volpe e partita finita. Il giovane terzino è letteralmente naufragato contro il tridente del Lanciano, ma i suoi compagni di ruolo non hanno fatto granché meglio. E pure dal centrocampo in su sono in pochi a salvarsi; maluccio Scapuzzi e Zecchin (uscito per una contrattura al flessore della coscia), malissimo Kone: il Varese ha così costruito molto poco e solo con qualche invenzione personale (Odu, il migliore, Neto e poco di più). Un impatto insufficiente contro una squadra ben più pimpante sul piano fisico e affamata su quello delle motivazioni. La gara con il Brescia ha evidentemente prosciugato le energie e, dopo la lunga pausa invernale, questo si paga a caro prezzo contro una squadra che aveva da tempo nel mirino questo match. Sabato prossimo si torna a Masnago dove arriva il Modena: Castori dovrà rimettere assieme i cocci (tanti gli acciacchi) e magari avrà qualche aiuto dal mercato, che chiude giovedì.

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Varese - Lanciano 1-2 4 di 18

COLPO D’OCCHIO – Non c’è certo ressa ai cancelli del Franco Ossola dove sono circa 3.500 gli spettatori che prendono posto per assistere alla partita del Lanciano. Tra questi una quindicina di tifosi ospiti che omaggiano Fabrizio Castori, ex allenatore della formazione abruzzese. Ancora una volta inspiegabile la scelta di chiudere le strade intorno a Masnago con larghissimo anticipo: precauzione francamente eccessiva, comunque la si pensi.

CALCIO D’INIZIO – Nessuna particolare novità nell’undici di mister Castori; l’unico dubbio era quello per il titolare all’ala sinistra, ruolo assegnato a Scapuzzi che batte la concorrenza di Oduamadi. Il Lanciano si schiera con il modulo offensivo, 4-3-3, con il tridente composto dagli esperti Turchi e Vastola oltre che da Piccolo.

IL PRIMO TEMPO – Si comincia in modo scoppiettante, con la palla che nei primi minuti spiove nelle due aree mettendo qualche brivido alle difese; poi però la partita si addormenta salvo un numero di Neto su Mammarella (punizione da posizione pericolosa) e la rivincita del terzino che impegna Bressan dal corner. Visto che il Varese non punge, il Lanciano prende coraggio: i rossoneri guadagnano metri e calci d’angolo e attorno alla mezz’ora sfiorano la rete del vantaggio. Prima è Turchi che ispira sulla sinistra e prolunga a Falcinelli: quest’ultimo è bravo a vedere l’inserimento di Piccolo che viene servito all’altezza del dischetto ma il numero 5 cilecca clamorosamente la palla e grazia Bressan. Poco dopo ancora Falcinelli approfitta di un errore di Pucino e mette in area, trovando una strana deviazione di Rea che sfiora per pochi centimetri l’autogol. Non è finita qui perché al 39′ lo scatenato Falcinelli scappa tra Rea e Pucino, resiste a una trattenuta e vede Piccolo che stavolta scarta anche Bressan, ma il suo tiro (foto) trova l’opposizione di Pucino, rinvenuto al momento giusto.
Il Varese è crisi nera, barcolla con Grillo spesso preso d’infilata e Kone alla deriva tra i flutti del centrocampo. Manca solo il gol che arriva puntuale al 44′ quando la percussione di Falcinelli apre spazio a un destro teso di Turchi (dimenticato da Fiamozzi) che sorprende Bressan sul primo palo, dove la sfera incoccia prima di gonfiare la rete.

LA RIPRESA – La prima mossa di Castori arriva direttamente dagli spogliatoi: Zecchin si ferma sotto la doccia con un problema muscolare e fa spazio a Odu. L’ala nigeriana dà subito verve all’azione arrivando a pochi metri dalla porta ma lo slancio biancorosso si spegne presto: Ebagua e Scapuzzi non si vedono mentre Neto è volenteroso ma impreciso. Al primo affondo ospite è di nuovo Piccolo a mettere in apprensione la difesa biancorossa, obbligata per mancanza di alternative. Si cambia allora in avanti con l’ingresso di Martinetti per Scapuzzi, calato alla distanza. A dover intervenire però è di nuovo Bressan, che in tuffo respinge un tiro da lontano di Falcinelli al 19′. Le squadre si allungano, il Varese trema ancora (tiro a rientrare di Piccolo, fuori di poco) ma solo un intervento magistrale di Amenta su Neto (gran tacco di Martinetti) evita guai a Leali.
Con l’uscita del disastroso Kone (22′ entra Filipe) Castori esaurisce i cambi e con una spintarella della fortuna il Varese arriva al pareggio quando scocca la mezz’ora. La palla è scaricata con rabbia in rete da Giulio Ebagua, solo in area e favorito da un tocco infelice di Minotti dopo una percussione centrale di Neto. In tribuna si festeggia, in campo si crede di poter fare ancora meglio e per qualche minuto Masnago culla la speranza della remuntada già vista con il Brescia.
E invece basta un’ingenuità, ancora di Fiamozzi, e il Lanciano segna di nuovo. Il giovane terzino sbaglia una chiusura sullo scaltro Fofana che sul contatto successivo finisce a terra in area. Rigore e trasformazione di Volpi, che tira a fil di palo vanificando il balzo di Bressan (foto). L’arrembaggio successivo non è incisivo come dovrebbe, anche se proprio allo scadere sembra compiersi il miracolo: bordata da fuori di Oduamadi, palla diretta all’angolino basso e deviazione minima ma decisiva di Leali, fino a quel momento il peggiore in campo del Lanciano. Subito dopo arriva il triplice fischio a sancire ciò che ha detto il campo, e cioé che gli ospiti hanno strameritato i tre punti.

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Pubblicato il 26 Gennaio 2013
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