Varese che disastro, sprofonda anche a Vercelli

La squadra di Castori, molle e senza idee, si arrende 2-1 contro i piemontesi quasi retrocessi. L'Empoli salva i playoff ma i biancorossi, scavalcati dal Brescia, sarebbero comunque fuori

Se una sconfitta orgogliosa come quella subita sabato dal Livorno si poteva anche digerire, la nuova battuta d’arresto del Varese, patita sul campo della quasi retrocessa Pro Vercelli è davvero dura da mandare giù. Allo stadio “Piola”, contro una rivale mentalmente più leggera ma pure molto più vivace, la squadra di Castori colleziona una delle peggiori prove stagionali. Va sotto per l’ennesimo errore difensivo, fatica a reagire e quando – grazie a un’azione isolata – trova il momentaneo pareggio e poi spreca tutto subito dopo, facendosi trafiggere per il definitivo 2-1.
Poco importa quindi se sugli altri campi i risultati ripropongono una classifica da playoff (altro pari del Verona, altra vittoria dell’Empoli), perché dal ristretto club delle prime sei il Varese stavolta ci esce sul serio con la vittoria del Brescia sul Grosseto. E per quanto si è visto in Piemonte è giusto così: davvero indifendibili i biancorossi in questa circostanza, incapaci di avere un’idea definita di come attaccare la Pro (e stiamo parlando di una difesa che ha subito 58 reti…) ma anche scalcinati in retroguardia dove ogni incursione di Iemmello o Scavone semina il panico.
Volendo provare a spiegare l’andamento del match, si può dire che il Varese ha giocato appena meglio al rientro dagli spogliatoi, come spesso è capitato; però questa volta la spinta del secondo tempo si è presto affievolita e non basta la rete annullata a Ferreira Pinto (fuorigioco di Ebagua, tra i peggiori in campo) per poter recriminare. All’orizzonte ora c’è una nuova trasferta, a Terni, contro un’altra squadra che non ha quasi più nulla da chiedere al campionato. Ma a questo punto è giusto interrogarsi su cosa vuole fare il Varese da qui alla fine: una domanda che va a tutti – società, giocatori, staff tecnico – ma alla quale non bisogna rispondere a voce. L’unica replica va affidata al campo, e ci auguriamo che sia diversa da quella di una brutta serata vercellese.

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Pro Vercelli – Varese 2-1 4 di 17

COLPO D’OCCHIO – Clima piuttosto rilassato nel piccolo ma rimesso a nuovo “Piola” di Vercelli: i tifosi di casa paiono ormai rassegnati alla retrocessione e lasciano parecchi posti vuoti sulle tribune. Da Varese arriva un bel gruppo di sostenitori sistemati nella Curva Est con bandiere e striscioni: non smetteranno di incitare la squadra fino all’ultimo, meritandosi un responso dal campo ben diverso.

CALCIO D’INIZIO – Castori conferma quasi per intero l’undici che avevamo ipotizzato alla vigilia, quello cioé con Struna e Franco terzini e la coppia Ferreira Pinto-Zecchin in ala. I due mediani sono invece il confermato Filipe Gomes e l’ivoriano Kone, che con il Livorno era entrato solo nel finale. Braghin, vecchia bandiera del bellissimo Varese di Fascetti, mischia un po’ le carte inserendo Iemmello e Filkor al posto di Ragatzu e Genevier.

IL PRIMO TEMPO – La rasoiata di Troest dopo 3′ che sibila accanto al palo di Valentini è solo un’illusione, tant’è vero che è appena il 7′ quando il pubblico di casa può festeggiare il vantaggio. Incredibile lo spazio concesso dalla difesa biancorossa dove Kone e Troest si ostacolano lasciando ben due giocatori in maglia bianca liberi in area: l’onore della rete tocca a Ranellucci, quasi incredulo di tanta grazia, e per Bressan non c’è niente da fare.
Il Varese fatica a riorganizzarsi: nei minuti successivi il massimo è un cross dal fondo di Neto facilmente bloccato dal portiere; piuttosto, dalla parte opposta, un intervento maldestro di Franco libera Eusepi in zona favorevole ma l’ex di turno è lentissimo e si fa chiudere. Anche Bressan ci mette del suo al 25′ quando fa rabbrividire su un diagonale di Germano: respinta corta e Struna salva in corner.
Se la difesa è un pianto, dal centrocampo in su il Varese è uno strazio: Filipe è timido, Kone e Ferreira impalpabili, Neto poco più attivo di un marmoreo Ebagua. L’unico a dare un po’ di ritmo è Zecchin, ma da solo non può bastare contro avversari che vanno il doppio. Negli ultimi 10′ arriva finalmente un segno di vita: sponda di Ebagua per Filipe al 37′ e stavolta Valentini deve compiere una parata vera sulla conclusione del brasiliano.
Al 43′ invece matura improvviso il gol biancorosso: punizione che è un corner ravvicinato e il sinistro di Zecchin pesca sul secondo palo l’accorrente Rea che insacca da pochi metri (foto di S. Raso). Il tempo di fare festa che, sul ribaltamento, arriva il raddoppio della Pro Vercelli con una fotocopia della rete varesina. Cross sul secondo palo da azione d’angolo e stavolta Rea è il colpevole nel farsi superare da un tocco sottomisura di Borghese.

LA RIPRESA – Castori cambia subito Franco con Oduamadi e vara un Varese più offensivo che, tuttavia, fa poco meglio di quello del primo tempo. Ci vogliono 10′ per vedere una reazione e in realtà a questo punto arriverebbe anche il 2-2, perché Ferreira trova un corridoio a destra e fa secco Valentini in diagonale. Peccato però che sulla traiettoria ci sia anche Ebagua (che abbia toccato o meno la palla è ininfluente) che con la sua posizione fa annullare la rete per fuorigioco.
Il Varese come detto cerca di essere più vivace, ma in realtà costruisce poco perché lo stesso Ebagua (tiro alto poco dopo la rete annullata) non riesce mai a smarcarsi. La Pro Vercelli fa invece il suo dovere e si affaccia pure qualche volta di troppo in area biancorossa. L’altra grande occasione per gli uomini di Castori arriva al 27′ quando Neto compie un miracolo nel crossare dal fondo nonostante l’opposizione di un difensore, ma il guardalinee dice che la palla è uscita prima di raggiungere Ebagua, tutto solo a centro area. E forse questa è la sola recriminazione concreta della serata.
Tripoli e Martinetti, i due cambi rimasti, non riescono a incidere e l’ultimo a provarci è ancora Rea in proiezione offensiva, ma il suo tiro non mette paura al portiere. Finisce con il pubblico di casa sollevato per la prova di orgoglio di un team praticamente retrocesso e con i tifosi ospiti – allo stadio o davanti alla tv – a interrogarsi sul perché di tanta pochezza. Mentre Castori e i suoi se la prendono, nel dopo gara, con la terna arbitrale. E anche questa è una cosa che ci lascia increduli, soprattutto dopo una prestazione simile.

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Pubblicato il 16 Aprile 2013
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