I cinghiali cacciati nel Parco del Ticino sulle tavole dei poveri

Sono troppi e fanno danni, quasi 700 i capi già abbattuti. L'ente parco propone di donarne una parte alle mense dei poveri ma verrà anche valorizzata per farne prodotti gastronomici come in Toscana

L’equilibrio naturale all’interno del Parco del Ticino va mantenuto anche attraverso gli abbattimenti di capi in sovranumero. Se questi abbattimenti aiutano le mense dei poveri della regione, ancora meglio. Lo ha annunciato questa mattina il presidente dell’ente Gian Pietro Beltrami che – dopo aver presentato le iniziative per il 2014 – ha anche elencato problemi e soluzioni presenti per determinate specie che, a causa della loro facilità di riproduzione, stanno creando grattacapi. Se per i cormorani non si può praticamente fare nulla, in quanto specie protetta, per i pesci siluro è possibile ridurne la presenza.

Il problema più grosso è rappresentato dai cinghiali: 691quelli abbattuti da quando si è deciso di ridurne il numero, dei quali 328 da ottobre a dicembre. Un numero importante che sta a significare anche tanta carne a disposizione. Una parte di questa carne, per molti prelibata e gustosa, finirà nel circuito enogastronomico del parco e Beltrami ha sottolineato come «si intenda sfruttare questa opportunità promuovendo prodotti quali insaccati e pietanze a base di cinghiale nei numerosi agriturismi presenti, sulla scia di quanto è avvenuto in Toscana» ma anche aiutare le mense dei poveri a far fronte all’aumento di bisognosi che si rivolgono a queste strutture: «Abbiamo approntato delle celle frigorifere per conservare tutta questa carne e distribuirla anche agli enti caritatevoli».

La risorsa non manca visto che l’obiettivo dichiarato è quello di arrivare, entro un anno, a 1000 abbattimenti. Due i bandi aperti per poter cacciare i cinghiali ai quali possono partecipare gli agricoltori che vogliono difendere il loro terreno. Ogni anno, infatti, regione Lombardia, tramite l’ente, deve rimborsare i danni subiti dai terreni dei contadini che hanno appezzamenti di terra nel perimetro del parco. Per cacciare in sicurezza sono state posizionate 5 altane (in breve tempo saranno in tutto 15) per tiratori scelti. L’altana a tre metri di altezza permette di sparare ilcolpo dall’alto verso il basso, diminuendo la possibilità che proiettili vaganti possano colpire i visitatori.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 gennaio 2014
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