Questo ospedale conferma di essere un caposaldo per la provincia

Il direttore generale Pontoni ha fatto il bilancio delle attività del 2013, un anno di risorse scarse ma che non ha inciso sull'andamento dei reparti

 « Un anno faticoso ma che ci ha permesso di raggiungere i risultati che ci eravamo fissati pur mantenendo l’equilibrio economico» Il direttore generale dell’azienda ospedaliera Sant’Antonio abate di Gallarate Humberto Pontoni, in occasione della festività del Santo patrono, traccia il bilancio delle attività mediche ma anche tecnologiche ed edilizie.

L’azienda, nel 2013,  ha realizzato oltre due milioni di prestazioni ambulatoriali,  22.800 ricoveri. Il pronto soccorso ha registrato 84.000 accessi di cui 56.000 a Gallarate. Nei tre ospedali, Gallarate Angera e Somma, operano 282 medici, 23 dirigenti sanitari come psicologi o biologi, 700 infermieri e figure assimilate, 169 ausiliari, 160 tecnici, 150 amministrativi e 252 dipendenti con funzioni tecniche. I letti attivi sono 555 di cui 390 a Gallarate. « I nostri numeri confermano l’importanza di questo presidio ospedaliero nel territorio e anche i finanziamenti in arrivo vanno nel senso di un miglioramento costante sia della tecnologia sia della componente alberghiera».
Nel febbraio scorso, da Roma è giunta la notizia che sono in arrivo 5 milioni e 700.000 per completare la ristrutturazione del padiglione polichirurgico che, nel giro di tre anni, dovrebbe concluere il suo lungo processo di restauro. Un altro finanziamento regionale richiesto e approvato in un tempo quasi record è quello che prevede 1.400.000 per l’adeguamento strutturale e impiantistico del padiglione polimedico. Per Somma è in cantiere la riqualificazione del Centro ad assistenza limitata – dialisi ( 50.000 euro) e una pensilina a protezione dell’ingresso della medicina riabilitativa ( 20.000 euro). 
Il direttore Pontoni, assistito dal direttore amministrativo Mauro Caruggi e da quello sanitario Giuseppina Ardemagni, si è detto fiducioso che l’attività proseguirà speditamente anche nel 2014: « Il 2013 era iniziato con un monito della Regione sulla via del risparmio e del contenimento della spesa. Oggi, invece, non ci sono richieste in questo senso: operiamo sempre in condizioni di risorse limitate ma confidiamo che sarà un anno migliore. Inoltre, noi avevamo avviato un processo di ottimizzazione e di razionalizzazione della spesa già lo scorso anno. I primi risultati li abbiamo visti e altri li vedremo nel corso dei prossimi mesi».
 
Un bilancio positivo, dunque, anche per l’oculistica avviata a Somma che ora, dopo un periodo di rodaggio, ha imboccato la giusta via, mentre non risuonano campanelli d’allarme per l’ostetricia di Angera: « Non credo che il parametro di 500 parti all’anno sia rigidissimo – commenta  il direttore sanitario Giuseppina Ardemagni – ritengo che valga per quei punti nascite che raggiungono magari i 300 nati. Inoltre, noi possiamo soddisfare tutti gli altri requisiti richiesti alla Regione. Ci sentiamo, dunque, tranquilli da ogni punto di vista». 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 17 Gennaio 2014
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