Nasce il comitato “Malpensa Lavoro e Ambiente”
È guidato da Massimo Milani di Gallarate, docente di Diritto Aeronautico e Storia Aeronautica: "Non possiamo rimanere inermi e afoni quando, alla riduzione dei posti di lavoro"
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato che annuncia la costituzione del comitato "Malpensa Lavoro e Ambiente", nato in giorni in cui il tema del futuro dell’aeroporto è tornato di stretta attualità
Il comitato “Malpensa Lavoro e Ambiente” nasce con l’intenzione di difendere i posti di lavoro, l’ambiente e il territorio.
Non si può negare che negli ultimi anni ci sia stata una caduta verticale del numero di lavoratori nell’aeroporto di Malpensa, seguita al de-hubbing del 2008 a cui si è aggiunta una caduta altrettanto pesante delle condizioni di lavoro causata anche dalla comparsa delle cooperative e dall’abuso del precariato.
Oggi ci troviamo davanti a una crisi del trasporto aereo nazionale, nata come conseguenza di una mancata programmazione, dalla crisi economica e dalla mancanza un vettore forte di riferimento( l’Italia è l’unico Paese del G8 senza una compagnia forte ed ha lasciato suoi cieli come preda ambita degli altri Paesi) come vediamo con l’entrata di Ethiad nell’ Alitalia dei “capitani coraggiosi”,con richieste che andranno a toccare il futuro degli aeroporti di Malpensa e Linate
Nella vicenda di Malpensa abbiamo visto la totale mancanza di linea da parte dei partiti politici che hanno accettato supinamente il massacro di SEA(ma sempre mettendo i loro uomini nel Consiglio di Amministrazione)e la riduzione della capacità dell’aeroporto per favorire il concorrente interno- Linate – e non hanno mai prodotto un disegno politico strategico sullo sviluppo del trasporto aereo in Lombardia.
Non possiamo rimanere inermi e afoni quando, alla riduzione dei posti di lavoro prodotto dalla crisi del manifatturiero nella Provincia e dalle difficoltà delle industrie locali, si aggiunge anche la crisi di Malpensa che è il maggior datore di lavoro nella Provincia di Varese.
A tutto questo si aggiunge la mancanza di un dialogo fra il territorio e SEA. Una mancanza che ha prodotto una situazione in cui l’aeroporto da un lato è vissuto dal territorio solo come un problema per i suoi impatti ambientali e, dall’altro, il territorio non è sufficientemente considerato nelle decisioni assunte dal gestore dell’aeroporto con la scusa che sono divisi e litigiosi.
Come ben dimostrato dalla vicenda del Master Plan di Malpensa, siamo lontanissimi da qualunque esperienza europea di condivisione e discussione delle strategie aeroportuali con i territori che ospitano gli scali. Noi crediamo che – come avviene nella maggior parte dei più evoluti contesti europei – un confronto tra le parti potrebbe giovare solo al territorio quanto a SEA.
Oggi, 2300 lavoratori di SEA Handling stanno per ricevere le lettere di licenziamento per essere assunti in parte alcuni in Airport Handling con una riduzione di stipendi e diritti che produrrà maggiore povertà e ulteriori problemi sociali sul territorio, altri andranno in SEA SPA. Altri andranno in mobilità. Ci chiediamo con quali criteri saranno scelti chi va da una parte e chi da un’altra. I sindacati hanno accettato questo disegno senza apparentemente ,salvo qualche eccezione, avere acquisito il mantenimento di salari e diritti nella newco ai livelli che si hanno in SEA Handling.
Neppure si è richiesto un piano strategico da parte della SEA. Per un’azienda che ha tanti capaci dirigenti e spesso anche ben retribuiti era il minimo che si potesse fare per garantire uno sviluppo positivo anche della newco.
Un piano industriale finalizzato a sapere con quante compagnie si partirà e come sarà la situazione in SEA SPA senza SEA Handling. Ancora oggi a giorni della partenza di questi nuovi assetti aziendali non si hanno risposte esaustive e i lavoratori sono lasciati a vivere con angoscia il loro futuro, con soluzioni congiunturali, che potrebbero saltare con i cambiamenti che porterebbe il nuovo assetto ALITALIA.
Costituiamo il Comitato Malpensa Lavoro Ambiente perche vogliamo contribuire a trovare migliori soluzioni, dialogando con tutti i soggetti coinvolti e perche ci teniamo a fermare l’emorragia di posti di lavoro persi e l’aumento del lavoro precario e di cooperative e per trovare soluzioni sostenibili a disagi ambientale che un aeroporto crea..
Invitiamo tutti coloro che non vogliono delegare il futuro proprio e del proprio territorio ai soliti politici, che hanno permesso di arrivare allo stato attuale e alle sole decisioni aziendali; a partecipare per dare forza alle nostre opinioni e al nostro punto di vista.
Nelle prossime settimane vogliamo toccare altri temi:
-Il cargo: dentro che tipo di aeroporto si vuole sviluppare e con quali conseguenze
-Il Master Plan: il ruolo della popolazione del territorio a tutela della salute e del habitat
-Le regole che ci dovrebbero esserci negli aeroporti per evitare la concorrenza al ribasso con le sue conseguenze sulla qualità e la sicurezza
-Il piano nazionale degli aeroporti fra realtà e promesse.
Il nostro Portavoce è l’avvocato Massimo Milani di Gallarate ,docente di Diritto Aeronautico e Storia Aeronautica.
Il nostro indirizzò mail e "permalpensa@hotmail.com" vi aspettiamo con le vostre idee e i vostri suggerimenti.
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