Armi da Zenna, condanna e processi
L'inchiesta del pm Abate su un traffico gestito da un ex sottufficiale dell'esercito
Il traffico di armi dalla Svizzera gestito da un ex sottoufficiale dell’esercito è arrivato oggi davanti al gup di Varese. Rinviati a giudizi due indagati importanti dell’inchiesta condotta dal pm Agostino Abate: si tratta del siciliano Francesco Aparo, ex appartenente all’esercito e del presunto complice Pietro Ghidelli. I due compariranno il prossimo 2 dicembre davanti al collegio del tribunale di Varese. Il gup ha condannato invece Emilio Ghidelli a 3 anni e 14mila euro di multa (è stato anche assolto per due capi di imputazione). Un altro imputato, Dino Zucchelli ha patteggiato 1 anno e 8 mesi. Altri due imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Francesco Aparo è difeso anche dagli avvocati Miriam Dondi e Giuseppe Ruffier.
Secondo le accuse Aparo ed Emilio Ghidelli erano d’accordo. Aparo sceglieva cosa comprare in un’armeria svizzera, Emilio Ghidelli dietro un compenso acquistava armi, parti di arma e munizioni e le portava a casa sua dal valico di Zenna. Ghidelli si avvaleva dell’aiuto del fratello. I quantitativi sono davvero ingenti. Al momento dei primi arresti, nel 2007, si parlò di un traffico di armi straordinario: mitraglietta Spectre, fucili, pistole, munizioni, una bomba incendiaria, baionette, coltelli e le penna pistola alla James Bond.
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