Il Banco della Famiglia riprende l’attività. Ma le spese crescono

Sabato 13 settembre riparte il lavoro dell'associazione gallaratese che assiste con viveri le famiglie in difficoltà: nel 2013 hanno distribuito 66mila kg di cibo, oggi seguono 200 famiglie

Cresce la povertà e dopo anni di crisi economica e occupazionale, anche le associazioni iniziano ad avere difficoltà a far fronte alle richieste. Un caso particolare è però quello del Banco della Famiglia Madre Teresa di Calcutta di Gallarate, che in questi giorni riprende l’attività dopo il limitato stop estivo: «In primavera abbiamo chiuso ed approvato il bilancio 2013, da cui emerge il preoccupante dato che vede il trend di perdita netta annua costante per valori attorno ai 13/15.000 €», spiega Antonio Bonicalzi, presidente dell’associazione, che lancia un segnale di allarme, parlando di una perdita «che, salvo cambi di rotta, vedrà la nostra associazione impossibilitata ad operare da qui ai prossimi 3 anni».  Tra gli elementi che hanno messo in difficoltà l’associazione c’è anche il minor sostegno esterno dalle istituzioni di alto livello, vista la «interruzione degli AiuteCEE che la Comunità Europea assicurava sino a inizio anno»: è per questo che l’associazione gallaratese ha aumentato la spesa per acquisti di viveri, «per mantenere il magazzino a regime, o almeno provarci», anche in mancanza di contributi diretti da parte del Comune negli ultimi anni.

Sabato 13, dopo lo stop di agosto (coperto con la "doppia consegna" di luglio), l’associazione riprende la distribuzione dei viveri. «Riprendiamo sereni e col sorriso il nostro lavoro che, mi piace ribadirlo, nasce e vive per condividere la carità cristiana» dice ancora Bonicalzi. «Ad oggi assistiamo quasi 700 persone raccolte in circa 200 nuclei famigliari tra Gallarate e provincia». L’assistenza si concretizza in pasti giornalieri, per un totale di 155900 nel 2013. «Le nostre famiglie sono in media composte da 4 persone, la maggior parte delle  famiglie si compone di 3 persone (46), ma sosteniamo anche famiglie di singoli individui (11) mentre poche sono le famiglie composte da più di 7 persone (13). Complessivamente accompagniamo 780 persone mediante i nostri pacchi di cui 29% sono minorenni, 49% tra 18 e 40 anni, 19% tra 40 e 60 anni, 5% over 60 anni». Le famiglie sono per il 42% italiane, mentre il resto sono stranieri da tutti i continenti (con predominanza delle nazionalità africane, 22%).

L’assistenza è spesso limitata nel tempo, per una precisa scelta, per aiutare le famiglie a costruire percorsi di autonomia. «Il Banco della Famiglia non è nato per salvare tutte le famiglie, è un’opera di carità per chi ci lavora da volontario e per chi riceve sostegno. Il nostro sostegno cerca di aiutare le persone che vivono un momento di difficoltà: le famiglie hanno una serie di colloqui. I due volontari che portano i pacchi nelle case cercano anche un momento di dialogo e di accompagnamento». Così la maggior parte delle famiglie seguite si è resa indipendente in un anno o due (74%),  ma si è visto un aumento considerevole delle famiglie assistite per meno di un anno (36% nel 2012 e 43% nel 2013). «Mentre sono diminuite le famiglie assistite per un periodo di 1-2 anni». Per dare una idea delle quantità di cibo distribuita alle famiglie in difficoltà, basti dire che nel 2013 sono stati raccolti 61500kg di prodotti e ne sono stati distribuiti 66100, per un valore di 123100euro. Anche qui si è vista qualche difficoltà: «Rispetto al 2012 abbiamo avuto una riduzione dei kg raccolti mediante le differenti fonti, con le donazioni da privati in controtendenza».

A fronte di questi numeri imponenti, la riduzione dei contributi di cui si diceva è compensata dal grande impegno dei volontari: «La domanda in costante crescita si scontra con le difficoltà sopra descritte e si sostiene esclusivamente grazie al supporto volontario di centinaia di Volontari che seguono tutte le fasi dell’Opera», dai rapporti istituzionali con gli enti alla gestione del magazzino, dall’accoglienza alle famiglie (ogni giovedì alle Scuderie Martignoni di via Venegoni) alla preparazione e distribuzione finale dei pacchi alle famiglie. Per questo Bonicalzi rinnova il ringraziamento a tutti i volontari, «con un pensiero particolare agli amici che stanno vivendo un momento di difficoltà», all’Ipc Falcone e alle altre scuole coinvolte «con cuore a supportarci con raccolte straordinarie e attività di formazione ed educazione alla carità», ai Lions Club che sostengono l’operato del Banco.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Settembre 2014
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