Ranco saluta il Museo Ogliari, dal 1° ottobre inizia il trasloco a Volandia

Il trasferimento della collezione voluta dal professor Ogliari entra nella fase operativa: questo sarà l'ultimo fine settimana per visitare il museo a Villa Fantasia. "Riaprirà nel 2015" dice il presidente di Volandia Reguzzoni

Un ultimo fine settimana per visitare la magica atmosfera del museo Ogliari a Ranco, prima che parta la grande operazione di trasferimento a Volandia: il 30 settembre è l’ultimo giorno di apertura del museo di Villa Fantasia, il romantico parco su cui si affacciano locomotive, tram e carrozze trainati da cavalli. Poi dal 1° ottobre, inizia un nuovo viaggio, destinazione Volandia, subito alle spalle dell’aeroporto internazionale di Malpensa.
«Il 1° ottobre iniziamo le operazioni di trasferimento: come abbiamo già annunciato, cercheremo di concluderlo entro l’anno prossimo, in tempo per Expo» spiega Marco Reguzzoni, presidente di Volandia. L’operazione-Ogliari è già in pieno svolgimento, dopo la firma dell’accordo che sancisce il passaggio della ricca collezione dalla famiglia del professor Francesco Ogliari – scomparso nel 2009 – alla Fondazione Parco Museo del Volo: si lavora sulla classificazione dei 25mila pezzi, sulle modalità di trasferimento della collezione, sul futuro allestimento nell’area verde accanto ai capannoni ex-Caproni oggi sede di Volandia, a Vizzola Ticino. «A primavera dell’anno scorso siamo partiti a sistemare gli alberi, tagliando il sottobosco e mantenendo gli alberi d’alto fusto: sarà un percorso pregevole». Una esposizione all’aria aperta, che in qualche modo ricorderà la modalità espositiva di Ranco, con il suo mix affascinante e particolare tra ambiente verde e pezzi di archeologia industriale: l’area all’aperto a Volandia sarà almeno il doppio di quella fino ad oggi occupata a Villa Fantasia. «Abbiamo già tenuto la prima riunione del Comitato Tecnico Scientifico, che vede anche la presenza di Ferrovie Nord Milano, il cui contributo tecnico è importante». Alla operazione di riallestimento a Volandia partecipa anche la famigliadel professore, i figli Giacomo e Maria Rachele Ogliari. «Manterremo un po’ il criterio espositivo già indicato dal professore Ogliari: il cavallo, il vapore, l’elettricità, gli altri mezzi di locomozione».
Prima di tutto però bisogna pensare al trasferimento dei pezzi, compresi quelli più pesanti, da cui dipenderanno anche i tempi per il riallestimento (che si conta di completare entro settembre-ottobre 2015, tra un anno esatto). «Molto dipende anche dalle difficoltà tecniche dei singoli pezzi da trasferire: alcuni pezzi sono lì da più di 30 anni» continua Reguzzioni. È stato creato un ricco archivio fotografico, per la classificazione dei pezzi ma anche per dare informazioni alla azienda che si occuperà del trasferimento (gara d’appalto prevista a novembre di quest’anno). Alcuni dei treni esposti sono veri colossi, ma preziosi come veri pezzi da museo: le due locomotive elettriche esposte all’ingresso, per esempio, pesano decine di tonnellate (nella foto, la locomotiva E626). Anche loro dovranno percorrere la strada da Ranco fino a Malpensa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 settembre 2014
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