Interrogazione parlamentare per la tutela dei frontalieri

"Aggravio delle imposte per i lavoratori residenti nella fascia di confine ha sapore ritorsivo da parte della Svizzera": lo dice una nota congiunta dell'onorevole Di Stefano (FI) e di Montagna (Riva Destra Varese)

«I varesini che dalla zona di confine giornalmente si spostano nel Canton Ticino per lavoro hanno superato quota 23mila e sono profondamente allarmati dalle dichiarazioni pubbliche ch lae Consigliera Federale Svizzera Eveline Widmer-Schlumpf avrebbe rilasciato relativamente al mancato rinnovo dell’Accordo Italo Elvetico del 1974 inerente la doppia imposizione fiscale dei lavoratori frontalieri e dalla ventilata proposta del Governo Cantonale Ticinese di aggravio delle imposte per i lavoratori residenti nella fascia di confine, che letta in questo momento sa di atteggiamento ritorsivo nei confronti degli italiani che giornalmente, varcano la frontiera Ticinese». Lo dichiara il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, in una nota congiunta con il coordinaore del movimento Riva Destra a Varese, Umberto Montagna.

«Ho presentato – continua la nota – un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Economia per sapere se quanto sopra esposto corrisponda a vero, chi negozia, a che punto sono i negoziati, in effetti a quanto ammontano i ristorni dovuti e come si pensa di tutelare i lavoratori frontalieri. All’Accordo del 1974 – prosegue la nota – ha fatto seguito la Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per evitare le doppie imposizioni. L’Accordo in parola prevederebbe il ristorno allo Stato italiano e di converso ai comuni di confine di una quota pari al 38,8 percento delle imposizioni fiscali effettuate dalla Svizzera. Il rinnovo di tale Accordo deve avvenire ogni 5 anni, il testo prevede che nel primo semestre nell’anno successivo all’imposizione fiscale la Confederazione versi all’Italia la parte di imposte spettanti (38,8%). Dal 2009 – conclude la nota – c’è stato il blocco dei ristorni che ammonterebbero ad oggi a circa 60 milioni di Franchi svizzeri. Le pressioni Svizzere si sarebbero via via appesantite con i vari gruppi politici che hanno chiesto la denuncia dell’Accordo e il blocco del frontalierato fino alla notizia più recente di sapore ritorsivo, riportata dalla stampa elvetica.Il Governo Cantonale del Ticino parrebbe voglia quindi inasprire la tassazione ai frontalieri».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Ottobre 2014
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