Sandy Cane: “Do l’addio alla Lega, e vi spiego il perché”

L’ex sindaco di Viggiù ha annunciato su Facebook: «Torno in val D’Aosta. Ma non smetto di incazzarmi per la politica. Il mio cane, però, continuerà a chiamarsi Bobo». L'intervista

«A dire la verità, mi ero limitata a mettere su Facebook una sola parola: “addio”– Ma siccome dalle prime risposte al post la gente era preoccupata che facessi una sciocchezza, l’ho modificato per spiegarmi meglio, aggiungendo: “Addio! Rettifico non vi preoccupate, non faccio nessuna stupidata ma dopo anni che una si è fatto un culo così e non venir presa in considerazione non vale più la pena fare parte di un gruppo. Rimango un barbaro sognante ed un muk. P.S. Il principe sta bene e anche il mio amore.”».

Così Sandy Cane, primo sindaco di colore della Lega Nord, dà l’addio al movimento sotto i cui colori è stata, fino a qualche mese fa, sindaco di Viggiù. Ed è proprio la sua “non candidatura” alle recenti comunali ad avere dato le prime avvisaglie di difficoltà tra lei e un partito che sembrava non considerarla più come una sua parte integrante.
«Ma non smetto di incazzarmi per la politica, e il mio principe, il mio cane Bobo, continuerà sempre a chiamarsi così – spiega scherzando – Del resto io continuo a essere amica di Bobo, Maroni, e di Salvini. Solo, troppi segnali mi hanno fatto capire che forse non ero gradita, nè considerata un valore. Poi naturalmente qualcuno parlerà di poltrone, ma ci sta. Non ho problemi in questo senso. Chi mi conosce sa che sono una persona di lotta, soprattutto per un territorio che vedo non essere più considerato».

La scelta, maturata tra i monti della sua Gressoney, dove divide la residenza con Viggiù e dove è stata tutta l’estate, è ormai definitiva («Io litigo e dopo la litigata dimentico tutto. Ma quando chiudo qualcosa è chiusa avvero» avverte), e ha radici profonde. Nasce perlomeno tre tornate elettorali fa, quando Sandy Cane fu candidata al Senato in Valle d’Aosta: «Portai un punto percentuale in più in una zona dove la Lega non è presente in maniera massiccia. Mi sembrò un buon lavoro, specialmente perché fu fatto senza compromettere la mia attività a Viggiù: la sera ero in val d’Aosta a fare campagna elettorale, la mattina ero alla mia scrivania di sindaco. Una cosa faticosissima, ma che mi sembrava avesse dato i suoi risultati. A quanto pare la Lega non era d’accordo con me,visto che alle elezioni regionali che seguirono, e per cui avevo già ricominciato a fare campagna, non mi misero neanche in lista. Senza nemmeno avvertirmi, per di più: lo seppi dalla persona che chiamai, che semplicemente mi disse “non te l’hanno detto?” e mi spiegò che non c’ero».
Poi, arrivò la campagna per il comune di Viggiù: dove Sandy Cane, a sorpresa, diede la sua indisponibilità a candidarsi a sindaco. «L’indisponibilità l’ho data io, vista l’aria che tirava. E’ andata come è andata, e dopo le elezioni sono partita per Gressoney – spiega Cane –  Adesso sono serena, ma per come sono andate le cose è stato un colpo, per me, malgrado le telefonate di Salvini che cercavano di farmi recedere dalla decisione. Poi ho saputo che durante la campagna elettorale della Lega a Viggiù, un consigliere regionale ha parlato in pubblico di “scelte a volte sbagliate della Lega” riferendosi a me. E questa non mi è andata proprio giù: è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E pensare che io, come una scema, non ero andata alla presentazione del nuovo candidato sindaco per evitare di fare sentire attriti con quella persona, con cui in effetti non mi sono mai trovata».
Sandy Cane, però continua a essere “incazzata per la politica”: non ha certo spento la testa. Cosa farà ora? «Io nel cuore rimango leghista: sono incazzata per Malpensa, Pedemontana e frontalieri, ma forse questo alla Lega non serve più. Così tolgo il disturbo. L’anno prossimo ci sono le elezioni comunali a Gressoney: ho intenzione di candidarmi lì. Ovviamente con una lista civica. Nella mia vallata le militanti della lega, fino a ieri, erano due, me cvompresa. Non avrebbe senso».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2014
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore