Chirurgia laparoscopica tridimensionale in urologia

Applicata anche per le patologie delle vie alte urinarie questa tecnica che riduce gli effetti collaterali. La metodica migliorata anche grazie all'introduzione di una nuova tecnologia

Da giugno all’Ospedale di Gallarate l’équipe del reparto di Urologia, in stretta collaborazione con il team della Chirurgia Generale, applica con successo la chirurgia mininvasiva laparoscopica anche al trattamento chirurgico delle patologie delle alte vie urinarie, ad esempio tumori del rene, patologie malformative e cisti renali. Oltre una ventina i casi complessi delle patologie delle alte vie urinarie trattati, tutti con risultati positivi.

Tale metodica era stata introdotta anni fa dal professor Alberto Roggia all’Ospedale di Gallarate, con risultati funzionali decisamente significativi nel campo del trattamento del tumore prostatico. La laparoscopia è la tecnica chirurgica che consente di visualizzare e manipolare gli organi addominali utilizzando minime incisioni cutanee e introducendo all’interno della cavità addominale delle cannule che consentono il passaggio di un telescopio collegato ad una videocamera e della strumentazione necessaria per l’intervento, evitando le grandi incisioni a differenza degli interventi tradizionali.
«La Chirurgia Laparoscopica – spiega Danilo Centrella, urologo e specialista delle alte vie urinarie del nosocomio gallaratese – è una disciplina consolidata in campo urologico. In questi ultimi anni, le tecnologie sviluppate in questo settore sono notevolmente avanzate sia nel campo dello strumentario che degli ausili video, consentendo, grazie alla magnificazione digitale, un ingrandimento del campo operatorio da 10 a 15 volte con un dettaglio anatomico impensabile nella chirurgia tradizionale».

«Il successo delle nuove tecniche – precisa Emilio Pozzi, responsabile dell’Unità operativa di 
Urologia – è reso possibile sia dalla cooperazione con i colleghi della Chirurgia Generale, che da anni si occupano di laparoscopia, sia dalla dotazione di strumentario di eccellenza. Fondamentale per la riuscita del progetto è stato il percorso formativo specifico realizzato in collaborazione con le altre realtà specialistiche, quali la Clinica Urologica di Novara e quella di Lecco».

Angelo Benevento, direttore del Dipartimento di Chirurgia dell’Ao, dichiara: «La chirurgia 
laparoscopica avanzata è applicata dalla nostra Chirurgia Generale di Gallarate dal 2010. La 
eseguiamo nel 70 per cento dei casi trattati chirurgicamente
, sia per la cura dei tumori, più 
frequentemente del colon e del retto, sia per le patologie benigne con risultati equivalenti alla chirurgia tradizionale dal punto di vista oncologico. Grazie alla sua mininvasività, oltre al minor danno tissutale, permette anche la riduzione del dolore e della degenza post-operatoria e una più rapida ripresa delle normali attività del paziente.» Prosegue Professor Benevento: «Da settembre la nostra sala operatoria è stata dotata di una nuova apparecchiatura di ultima generazione ad alta definizione tridimensionale che permette un ulteriore miglioramento delle tecniche laparoscopiche».

L’incremento degli interventi chirurgici in laparoscopia mininvasiva è sorretto anche dalla 
possibilità di intervenire negli stadi iniziali della malattia tumorale. Ciò deriva anche dalla diagnosi precoce delle patologie a seguito delle campagne di screening, ad esempio tumori del colon, condotte in collaborazione con l’Asl di Varese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 Novembre 2014
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