La replica della Sltm: “Siamo in regola con tfr, stipendi e contributi”

La società coop. ha inviato alla redazione di Varesenews una lettera con alcune precisazioni riguardanti l’articolo pubblicato il 4 dicembre dal titolo “Non siamo schiavi. La protesta dei lavoratori delle cooperative di Malpensa”

La cooperativa Sltm ha inviato alla redazione di Varesenews una lettera con alcune precisazioni riguardanti l’articolo pubblicato il 4 dicembre sulla stessa testata nella sezione “Lavoro” a firma Michele Mancino. L’articolo in questione intitolato “Non siamo schiavi. La protesta dei lavoratori delle cooperative di Malpensa” ha raccontato le ragioni della protesta di un gruppo di lavoratori, per lo più stranieri, presso la sede dell’Inps di Varese. La cooperativa Sltm, sentendosi chiamata in causa, sottolinea che «non ha mai avuto nessun sospeso nei confronti dei lavoratori, né in ordine alle retribuzioni, ai contributi previdenziali o al tfr».
Su questo punto, il giornalista non ha mai scritto che era la Sltm la cooperativa ad essere inadempiente per il mancato versamento di stipendi e tfr arretrati (come si puo’ leggere nell’articolo riprodotto di seguito), ma ha parlato del meccanismo di avvicendamento di cooperative negli appalti che viene fatto “pagare” ai dipendenti-soci, appunto, con il mancato versamento degli stipendi dovuti da chi lascia l’appalto. Nella parte di articolo dove si spiega questo meccanismo la Sltm non viene mai citata. La società ha comunque inviato alla redazione copia del Durc (Dichiarazione unica regolarità contributiva) che per cortesia pubblichiamo (cliccare sul link per visualizzarlo in formato pdf) anche se nessuno ha mai affermato il contrario.

«Non siamo sclavi». Non è un errore, perché Ndiaye è senegalese francofono e pronuncia la parola schiavo alla francese, «esclave», appunto. Gli altri intorno a lui, per lo più marocchini e pachistani, annuiscono mentre protestano davanti alla sede varesina dell’Inps. Sono i soci-lavoratori di alcune cooperative che operano nel settore della logistica all’aeroporto di Malpensa, dove i continui passaggi di appalti da una società all’altra mettono continuamente a rischio tfr, stipendi e cassa malattia. Nel caso di Ndiaye e di altri suoi colleghi, che guadagnano 1.400 euro al mese, si parla di arretrati che vanno dai 3.000 ai 5.000 euro. «Siamo soci solo quando c’è da pagare – commenta ironicamente il lavoratore – non quando c’è da guadagnare».

La cooperativa Sltm viene citata espressamente solo quando si parla della richiesta fatta ai soci dipendenti circa il recupero delle somme pagate in più dall’Inps nell’erogazione della cassa integrazione. I responsabili della cooperativa sostengono che quelle somme siano state effettivamente erogate, i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali sostengono invece che quei soldi non sono mai stati versati e pertanto nulla è da restituire. L’articolo riporta i fatti e le posizioni, ma sulla questione si dovrà esprimere l’Inps che ha promesso ai rappresentanti sindacali che presto scioglierà la riserva sul verbale a cui la stessa società cooperativa fa riferimento nella sua lettera.

L’ultima sorpresa però riguarda gli ammortizzatori sociali, perché i lavoratori della S.L.T.M, cooperativa che a Cargo City opera su committenza di Alha Airport spa, si sono visti trattenere dalla busta paga delle somme con la seguente causale: «rec. somme verbale Inps». In pratica la società cooperativa ha chiesto ai lavoratori somme di danaro per recuperare la cassa integrazione in deroga, erogazioni che sarebbero state superiori al dovuto. «Siamo venuti alla direzione dell’Inps – spiega Antonio Ferrari, segretario dei Cobas- perché ci troviamo di fronte a una grave anomalia: la ditta non puo’ sostituirsi all’ente di previdenza e chiedere quei soldi ai lavoratori, perché non ne ha titolo e diritto. Da quando in qua un’azienda è esattrice per conto dell’Inps? Ma la beffa è che le somme che la ditta vuole recuperare, non sono mai state corrisposte ai lavoratori, in quanto l’Inps non le ha mai pagate».

Invece sulla legittimazione o meno a chiedere quelle cifre è la controparte sindacale in un virgolettato ad affermare la mancanza di legittimazione della cooperativa a recuperare gli importi dovuti. Nella lettera a Varesenews i responsabili della cooperativa affermano che la stessa «è legittimata a recuperare gli importi in quanto, al momento dell’erogazione, agisce “quale sostituito d’imposta” dell’Inps, come avviene per qualsiasi altro ente (attraverso delle compensazioni tra datore di lavoro ed ente previdenziale) …Il metodo di recupero delle somme non è illegale e nemmeno arbitrario». Nessuno ha mai scritto nell’articolo che è illegale o arbitrario, il sindacato ritiene che sia illegittimo e su questo punto dice di aver fatto ricorso (vedi sopra). Prendiamo inoltre atto del fatto che la cooperativa Sltm ha chiesto un’audizione all’ente per farsi «chiarire sia il metodo che per farsi annullare il conteggio degli interessi e delle spese (calcolate come un illecito per mancata contribuzione e che dovranno essere annullate o compensate)». Quando i responsabili della cooperativa saranno ricevuti dall’Inps lo facciano sapere che provvederemo a dare notizia dell’esito.

Infine, i responsabili della società coop Sltm, sostengono che «nell’articolo si riportano due frasi che accomunano il nome della coop Sltm con altre cooperative, i cui comportamenti sbagliati e purtroppo noti, non fanno altro che gettare discredito a pioggia e rovinare anni di lavoro». Anche in questo caso il nome della Sltm non viene mai accostato alle “note vicende”. Il sindacalista (come sotto riportato) fa un ragionamento sul sistema delle cooperative che operano a Malpensa e per sostenerlo ricorda una denuncia fatta dagli stessi delegati conclusasi con un’inchiesta della Gdf che ha portato alla luce un meccanismo intriso di illegalità riguardante le cooperative della logistica. Il riferimento è opportuno perché si parla degli appalti e dei lavori per i quali alcuni di quei lavoratori rivendicavano stipendi e tfr arretrati mai pagati. Il link rimanda all’inchiesta del 2012 e anche in questo caso non si cita mai la cooperativa Sltm. 

«Diamo atto alla direttrice dell’Inps Minerva non solo di averci ascoltato – continua Ferrari – ma di averci assicurato una risposta in tempi brevi, perché sulle questioni sollevate c’è già un verbale aperto con riserva. Il sistema delle cooperative è deleterio, noi in passato abbiamo sempre denunciato le situazioni dubbie».
Il riferimento di Ferrari riguarda
un’indagine per frode ed evasione fiscale, partita nel 2012 grazie a una segnalazione dei Cub e condotta dalla Guardia di Finanza, che coinvolse proprio due cooperative di logistica e servizi nel cargo di Malpensa.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2014
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