“Sulla Provincia apriamo uno sfida sui contenuti”

Rifondazione Comunista e Comunisti italiani criticano le scelte provinciali. «Dal mese di gennaio lanceremo una serie di iniziative su temi amministrativi specifici»

Riceviamo e pubblichiamo

Il Consiglio Provinciale del 18 dicembre sistema l’ultimo tassello, in ordine temporale, per completare lo scenario della gestione di larghe intese tra centro-sinistra e centro-destra in Provincia di Varese. E la prima spartizione ha come oggetto la partita delicatissima dell’ATO. Una partita, dopo le enormi aspettative nate a seguito della vittoria del referendum sull’acqua pubblica, che ha anche un peso economico molto rilevante da centinaia di milioni di euro.

Il primo atto del neoeletto Presidente Nicola Gunnar Vincenzi (sostenuto da PD, PSI, NCD e SEL) è quello di nominare Giorgio Ginelli, del NCD del ciellino Raffaele Cattaneo, Vice Presidente della Provincia. Segue poi, il 27 novembre, l’approvazione, da parte della maggioranza, di una mozione (sulla falsariga di quella presentata dalla Lega Nord in Consiglio Regionale il 28 maggio dalla quale sono ripresi intatti interi capoversi) sul sostegno alla “famiglia” intesa come ente “privilegiato” verso il quale indirizzare politiche di aiuto e sussidiarietà. Nel frattempo, il 27 novembre, la Conferenza dei Comuni elegge all’unanimità come componenti del nuovo CdA dell’ATO Graziano Maffioli (UDC), Mauro Chiavarini (PD) e Piero Tovaglieri (Lega Nord). E ieri la maggioranza del Consiglio Provinciale ha ratificato i nomi di Alessandro De Felice (PD) e Pietro Zappamiglio (NCD). Quest’ultimo è votato come Presidente del CdA al posto dell’”innominabile” Nicola Mucci ma della stessa identica appartenenza politica e d’area. Gli accordi pre-voto sono tutti rispettati.

In questo quadro, da molto prima del voto provinciale, Rifondazione e i Comunisti Italiani, da soli, si sono battuti per dare alla nostra Provincia un vero cambio di rotta, una vera svolta rispetto agli ultimi anni di gestione a targa Lega, PdL e UDC. Fino alla scelta, data la dichiarata mancanza di interesse da parte della coalizione di centro-sinistra di voler operare un vero cambiamento, di non partecipare ad un voto già scritto. I fatti e le nomine ci stanno dando, purtroppo, piena ragione.

Ma crediamo anche che il tempo della denuncia e delle dichiarazioni sia passato. Non intendiamo lasciare la nostra Provincia nelle mani della logica della spartizione dei posti, del soddisfacimento degli interessi personali e di aree più o meno potenti ed organizzate. E apriamo la sfida sui contenuti. Dal mese di gennaio, infatti, lanceremo una serie di iniziative su temi amministrativi specifici, proprio a cominciare dal rapporto pubblico/privato: ATO e ACCAM, per poi proseguire con una riflessione sull’ente Provincia a seguito degli scossoni del Delrio, la gestione ed il governo del territorio, la casa, la migrazione.

L’idea è quella di strutturare una piattaforma di contenuti nettamente e senza ambiguità alternativi rispetto agli ultimi anni di guida provinciale leghista e berlusconiana. Tornare a studiare ed analizzare la nostra provincia da un’altra prospettiva. Non ci sfugge, infatti, che alcuni tra gli stessi Consiglieri Provinciali eletti e molti tra coloro che militano o sostengono i partiti del centro-sinistra che hanno preso, a livello provinciale, questa decisione di realpolitik si trovino in profondo disaccordo ed in chiaro dissenso. Ed è proprio a loro ed a tutti i cittadini che vogliono riprendersi parole, idee e proposte che rivolgiamo l’invito a farsi avanti ed a collaborare con noi per costruire nella nostra provincia una vera alternativa a renzismo e logica del governo di “tutti”, a tutti i costi ed a vantaggio di pochi.

Come sempre non esistono liberatori, ma uomini e donne che si liberano.

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Pubblicato il 20 Dicembre 2014
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