Porro, ultimo editoriale: “Elezioni, evento per costruire la Saronno che vogliamo”

L'ultimo editoriale prima della pausa elettorale, firmato dal sindaco Luciano Porro e del presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi, pubblicato sul settimanale Saronno Sette

Luciano porro sindaco saronno

Pubblichiamo l’ultimo editoriale prima della pausa elettorale, firmato dal sindaco Luciano Porro e del presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi, pubblicato sul settimanale Saronno Sette:

Possiamo non dirci cristiani?

Stupri, violenze efferate, omicidi. Uomini sgozzati o decapitati, donne violentate, bambine imbottite di esplosivo e fatte saltare in aria in mezzo ad una strada affollata. Riti subumani che credevamo ormai confinati agli orrori della storia. Assistiamo invece ad un crescendo di brutalità omicida che colpisce chiunque rifiuti di abiurare la propria fede religiosa e di giurare fedeltà alla sharī‘a, al IS, ad Al Qaeda, Al Shabaab, Boko Haram. Un accanimento brutale e insensato, quello del terrorismo jihadista, che odia qualsiasi fede non sia la sua, ma che prende di mira sempre più frequentemente i cristiani, contro i quali sembra ormai condurre una vera e propria persecuzione che ogni giorno causa decine se non centinaia di morti innocenti.

Molte società occidentali hanno correttamente acquisito il principio di laicità fissandolo in ordinamenti che riconoscono reciprocamente indipendenti e sovrani lo Stato e l’autorità religiosa. Ma come si relaziona tale laicità di fronte alla sensazione, ormai palpabile, che l’occidente stia tentando di nascondere, o perlomeno sottacere, la persecuzione in atto contro i cristiani in diversi paesi del mondo? Abitiamo una società che ha opposto una sacrosanta reazione, politica e di popolo, alla strage parigina contro i redattori di Charlie Hebdo, ma che si scopre afona, sostanzialmente indifferente, di fronte al massacro di centinaia di cristiani uccisi per il solo fatto di essere tali. Cosa rende giustamente inaccettabile alle nostre coscienze l’uccisione dei redattori della rivista francese, ma non quella degli studenti cristiani dell’università di Garissa in Kenia? Quale significato attribuiamo al principio di laicità se, di fronte a tanta efferatezza, non riteniamo che, anche se cristiani non siamo, non possiamo non dirci cristiani? Sono domande che ci sembrano mettere a nudo un vulnus nel principio di laicità che abbiamo elaborato se, di fronte alla caccia al cristiano, non troviamo in esso la capacità di indignarci, le risorse culturali, politiche e morali per mobilitarci fino a indurre le istituzioni nazionali e internazionali ad attivarsi, concretamente e nel rispetto della legalità, per porre fine a una tale tragedia. Non dovrebbe, il nostro principio di laicità, farci chiedere con forza che sia garantito l’esercizio del diritto alla libertà religiosa per tutti indipendentemente dal credo di ciascuno? A nostro avviso solo non rinunciando agli anticorpi contro qualsiasi intolleranza che le nostre società possiedono potremo contribuire alla soluzione di un problema che rischia di farsi ogni giorno più drammatico anche per le sue implicazioni economiche e geo-politiche.

E’ questo l’ultimo editoriale per Saronno Sette prima della pausa dovuta allo svolgersi della campagna elettorale che ci porterà alla elezioni amministrative del 31 Maggio prossimo. Un periodo durante il quale le diverse forze politiche presenteranno ai cittadini i loro progetti per la Saronno del futuro e la maggioranza che l’ha amministrata negli ultimi 5 anni potrà giustamente sottolineare i significativi risultati ottenuti pur in un periodo caratterizzato da una profonda crisi economica e sociale. Sul sito internet del Comune è già disponibile la “Relazione di fine mandato”, un documento tecnico richiesto dalla legge, che illustra l’attività svolta e gli obiettivi raggiunti dall’Amministrazione uscente.

Con queste righe a firme congiunte, per la condivisione delle idee e dei valori che esprimono, ma nel rispetto della distinzione dei ruoli che caratterizzano il capo dell’Amministrazione e il Presidente del Consiglio comunale, vogliamo anche ringraziare tutti coloro che in questi 5 anni si sono spesi per il governo della città: assessori, consiglieri comunali di tutti gli orientamenti politici, dirigenti, funzionari e dipendenti comunali. Con loro vogliamo ringraziare le numerose associazioni, le rappresentanze delle diverse categorie e soprattutto i singoli cittadini che non hanno mai fatto mancare osservazioni, critiche e consigli per una città migliore. A loro rivolgiamo un appello perché considerino l’appuntamento elettorale una opportunità imperdibile per contribuire personalmente alla scelta del nuovo Sindaco e del nuovo Consiglio comunale e dare così alla nuova Amministrazione l’impronta più vicina al proprio modello di comunità.

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  1. Scritto da mocipenso

    “Je suis Charlie” non era un grido a difesa delle idee dei redattori di quella rivista. Era un grido a difesa della libertà di espressione. Accanto ai molti cristiani, ci sono anche atei uccisi (e nessuno chiede che si dica “Io sono ateo”). Gli anticorpi che vengono evocati dovrebbero essere quelli della laicità di cui lo Stato ha da tempo deciso di fare a meno. Se la nostra società è libera e laica è grazie alla Rivoluzione Francese e non alle radici cristiane o al “pugno” di papa Francesco.

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