Il teatro apre alla verità
I saggi di Alain Badiou - raccolti nel testo “Rapsodia per il teatro” (Luigi Pellegrini editore) riaprono un dialogo fra l’infinito della speculazione filosofica ed il finito della rappresentazione teatrale
I saggi di Alain Badiou – raccolti nel testo “Rapsodia per il teatro”, Luigi Pellegrini editore – riaprono un dialogo dialettico fra l’infinito della speculazione filosofica ed il finito della rappresentazione teatrale, tra teoria e prassi del teatro. Ripropongono riflessioni sulla teoria del teatro. Il quale si definisce in base alla sua capacità di produrre nello spettatore pensieri, percezioni ed emozioni. In quanto, tradurre il testo teatrale in prassi significa avere a che fare con la voce anziché la parola, col gesto anziché il dramma, con l’improvvisazione anziché la pianificazione.
Teatro quale luogo dello sguardo. Le riflessioni di Badiou vanno nella direzione di un nuovo destino della filosofia, perché il teatro è il mezzo più adatto per produrre nuove forme di sapere. Nel teatro, la filosofia trova il modo di dare ‘corpo’ alle sue verità. Ed il teatro si innalza alla purezza della filosofia.
Il filosofo Heidegger è stato il primo a intravvedere nell’arte – specificamente nella poesia – la capacità di aprirsi alla Verità. E l’arte, stando a Badiou, deve essere sempre considerata in se stessa una procedura di verità.
Il teatro è innanzitutto politica, dato che è in grado di mettere l’uomo al cospetto della dimensione pubblica. Ogni cosa che accade in teatro è una res-publica, una cosa pubblica. Ma le verità teatrali hanno due limiti: da un lato il testo scritto, e dall’altro lo spettatore. Concetti universali, quali la vendetta, l’identità, il potere, l’amore, che nel testo assumono una dimensione incompleta, vengono portati a compimento tramite un regista, la scenografia, i costumi, l’attore, lo spettatore. Il teatro come la filosofia, materializza e costruisce concetti che gli sono propri nello spazio pubblico della scena.
Badiou pone anche una differenza tra tragedia e commedia. La prima, ha come oggetto la verità dell’uomo in quanto tale, di fronte alla sua finitezza; mentre la commedia è interessata ai legami sociali, ai rapporti di forza tra le classi sociali, le conflittualità psicologiche, sociali, ed economiche, dando voce a chi non ha parole nella società visibile.
Nel precipuo rapporto attore/scena/spettatore, Badiou vede anche la differenza tra teatro e cinema, dato che in quest’ultimo non si “consuma alcuna esperienza pubblica”. Il cinema non richiede la presenza di uno spettatore, mentre una recita teatrale senza pubblico è impossibile.
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