Il calendario cittadino dedicato alle vecchie locande e osterie
L'iniziativa curata dagli appassionati dell'Associazione studi storici tradatesi che ogni anno realizzano un calendario diverso dedicato alla storia della città
Un calendario 2016 dedicato alle vecchie osterie e locande di Tradate e Abbiate. Lo hanno curato gli appassionati dell’Associazione studi storici tradatesi che ogni anno realizzano un calendario diverso dedicato alla storia della città. La nuova proposta, già esaurita alla sede dell’Associazione, è in vendita alla libreria Ferrario in a 10 euro.
«Fino agli anni ’70 del secolo scorso la nostra città era costellata di osterie dove si poteva gustare “un bicer di quel bon” – spiegano gli storici -. Molte erano costruite nel centro del paese, nelle vicinanze del mercato e delle stazioni o lungo la vecchia statale varesina (oggi via Marconi). Alcune avevano anche un pergolato adatto a riparare con un po’ d’ombra viandanti e vetturini ed il caratteristico gioco delle bocce. Osterie e vigne oggi sono praticamente scomparse, condannate dal grande sviluppo edilizio».
«Tra Tradate ed Abbiate Guazzone c’era la località Vigna Lunga ed ora è rimasto solo il nome, come pure per la chiesetta che si trova alla periferia di Abbiate Guazzone, dedicata a Santa Maria Nascente, ma da tutti chiamata Madonna delle Vigne perché circondata da vasti vigneti che fornivano l’uva per la produzione del vino destinato alle osterie ed agli avventori del paese – proseguono gli studiosi nell’introduzione del calendario -. A Tradate già dal 1600 il 30% del territorio era coltivato a vigneto. Le vigne erano una parte rilevante delle coltivazioni locali, tanto che ai primi dell’ottocento il poeta Carlo Porta cita i vini di Tradate fra le materie prime dei suoi brindisi. All’Esposizione Nazionale di Milano del 1881, Carlo Stroppa presentò diverse qualità del celebrato vino di Tradate e sempre in quell’anno è stato stampato un libro intitolato “Guida ballografo umoristica dei tanti luoghi e paesi che si vedono passar via stando sul tranvai” in cui il vino di Tradate viene esaltato con queste parole: “… el sur Pep Crosti, lu che chi a Tradà, el gha di ronch d’on vin tant preliba, che quand a beve s’è adree, se diress mai: l’è assee”»
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