Via Francigena da Siena a San Quirico d’Orcia

La Via Francigena si associa al pellegrino penitente, è anche questo e anche molto altro. Nell'epoca dell'ipervelocità cosa rimane di quella rete d’incontri, di quell'andare lento? Se riuscisse a raccogliere il suono dei passi, le voci e le storie dei suoi viandanti, avremo ancora una visione parziale, perché questa via ha disegnato il paesaggio e i borghi attraversati

Via Francigena da Siena a San Quirico d’Orcia

La Via Francigena si associa al pellegrino penitente, è anche questo e anche molto altro. Nell’epoca dell’ipervelocità cosa rimane di quella rete d’incontri, di quell’andare lento? Se riuscisse a raccogliere il suono dei passi, le voci e le storie dei suoi viandanti, avremo ancora una visione parziale, perché questa via ha disegnato il paesaggio e i borghi attraversati.”La Francigena non è fatta per i locali, ma per gli stranieri”, così introduce il suo racconto Fausto Cecconi, assessore alla cultura di Radicofani, soprattutto profondo conoscitore della Francigena. Sigerico ci ha lasciato la memoria storica della grande via da Canterbury a Roma, ma le sue leggende e la meticolosa organizzazione dell’indotto le hanno fatto conquistare la fama nei secoli.

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Luoghi che oggi sembrano piccoli e quasi marginali sono stati centri di ferventi scambi internazionali, dove s’incontravano merci e persone, così nei territori lungo la Via Francigena si è creata una rete di bellezze e gemme storico culturali. La Via Francigena è un percorso spirituale, itinerario di trekking, una direzione per leggere il paesaggio.

Percorrere la Francigena in maniera canonica, significa camminare di meta in meta a piedi, zaino in spalla. Le tappe italiane, considerando l’attuale tracciato ufficiale, dal Colle del Gran San Bernardo a Roma sono 42, 15 sono necessarie per attraversare la Toscana, da Pontremoli a Radicofani. Camminare per giorni non è proprio per tutti, la prima volta tra entusiasmo e inesperienza può anche essere fonte d’inconvenienti e malanni. Tra il desiderio di andare e il dubbio di potercela fare, partecipare a un pellegrinaggio organizzato è la soluzione. In questa direzione è andata l’opportunità creata dal Comune di Siena, che ha saputo coinvolgere istituzioni, operatori per l’organizzazione e ha convinto esperti e dubbiosi pellegrini a mettersi in cammino. “Siena Roma Lungo la Via Francigena verso il Giubileo della Misericordi, ha visto in prima linea il Comune della Città toscana che cogliendo coincidenze di date coerenti allo spirito pellegrinaggio, si è messo in moto per portare i pellegrini a Roma per assistere all’apertura della Porta Santa.

L’appuntamento è a Santa Maria della Scala nel pomeriggio dell’1 dicembre, festa del Santo Patrono, che segna l’inizio dell’anno contradaiolo. Il gruppo dei pellegrini sono smarriti di fronte a tanta ufficialità, la benedizione nella Chiesa di Sant’Ansano e il percorrere il tratto urbano della Via Francigena, riporta tranquillità. Quale sia stato l’ingrediente segreto, la Provvidenza o il cieco caso, ma il pellegrinaggio è stato segnato da una serie di sincronicità ideali. Il gruppo è stato allegro e solidale, ironia e confidenze, con motivazioni personali, diverse religioni e anche poco interessati a temi di profonda spiritualità, si cammina e lungo la Via quello che risulta è un forte senso di Umanità.

Il 2 dicembre alle 7:30 si parte – Da Siena a Buonconvento, usciti da Porta Roma, in direzione sud, ci si inoltra per una strada che mostra immagini sorprendi della città, la Via prosegue tra le colline della Val d’Arbia, piccoli gioielli come Quinciano, poco meno di un borgo tagliato a metà dalla strada e con un panorama da cartolina. Per chi sia di gamba buona e possa permettersi qualche passo in più, da non perdere Cuna, una grancia dove venivano immagazzinati il grano e altri prodotti agricoli per conto di Santa Maria della Scala di Siena. Come dimostrano alcuni documenti l’istituzione senese fu fondata prima del 1090 per assistere i bisognosi e i pellegrini, offrendo anche servizio di accoglienza, cura e educazione dei “gittatelli”, i neonati che venivano affidati al Santa Maria. Oggi diremmo che la qualità dei servizi erogati era così alta che dall’estero venivano a frequentare “stage formativi” ed essendo punto di riferimento per i pellegrini di tutta Europa, di fatto nel medioevo al Santa Maria si poteva ricevere assistenza in varie lingue. Nelle sale affrescate del Santa Maria, camici bianchi e pazienti si sono incontrati fino al 1997. L’imponente struttura, che si trova di fronte al Duomo, oggi è sede museale, luogo di installazioni d’arte ed eventi culturali. Lungo la Francigena lo stemma del Santa Maria, il logo è una scala a pioli, ricorrere spesso, a testimoniare la potenza ed efficienza del suo sistema “gestionale”. Cuna è un esempio interessante per vedere come fosse organizzato, anche da un punto di vista delle strutture architettoniche, un magazzino fortificato.

Arrivati a Ponte d’Arbia, alcuni partecipanti estemporanei ci lasciano, promettono che torneranno. Io sono alla prima esperienza di pellegrinaggio e approfitto del bus per raggiungere Buonconvento. La disponibilità di un mezzo per trasporto bagaglio e per il recupero pellegrini stanchi è per me un grande conforto.

Buonconvento nacque introno al 1200, come luogo di scambi e in funzione di Siena, posto sulla Francigena, lungo il fiume Ombrone al centro di fertile pianura, gli edifici sono in “stile” senese con l’arco sbarrato e le facciate a mattoni.

Da Buonconvento al mattino si parte per San Quirico d’Orcia. Il cielo è nebbioso, grigio, a tratti scuro, la luce incerta rende ancora più denso il fascino della Val D’Orcia. Il colle di Montalcino è stato il punto di riferimento per un lungo tratto della giornata, lontano, vicino e poi lo abbiamo salutato. Qui è terra di vino e di grano, le vigne spoglie contrastano con timido verde che a tratti ombreggia la terra.

Una fattoria propone “l’aperitivo del pellegrino” la tentazione è forte, giusto per apprezzare i prodotti locali, ma l’orario e la strada da percorrere ci fa desistere. Siamo fortunati, per apprezzare le tipicità ci pensa l’incontro con un giovane tartufaio, che da lontano si era mostrato schivo, ma una volta appurato che siamo viandanti e soprattutto nessuno è di zona è disposto a scambiare due chiacchiere e farci annusare i tartufi appena raccolti.

Pausa pranzo degna di una brigata di buoni amici, all’Abbazia Ardenga a Torrenieri, cantina con un’area attrezzata per i pellegrini. Ci siamo concessi un goccio di buon vino. La cantina ospita un piccolo museo del vino e sembra che sia stata edificata dove sorgesse la torre nera, da cui il toponimo di Torrenieri, distrutta dai soldati di Arrigo VII, che non credettero alla morte per malaria del loro imperatore.

Le pause lunghe fiaccano le gambe, si sa, ma fanno piacere al secondo giorno insieme è una buona occasione per conoscerci meglio. Insomma arriviamo a San Quirico d’Orcia che ormai è buio. Le giornate sono piuttosto corte, per il resto il clima è ottimale, raro vento e temperatura intorno ai 12 gradi.

San Quirico è un delizioso piccolo centro urbano legato alla Francigena e alla sua posizione geopolitica di confine tra la Repubblica di Siena e lo Stato Pontificio. Una strada principale di poche centinaia di metri e si incontrano la chiesa dei Santi Quirico e Giulitta con le colonne annodate, la Piazza con la Chiesa di san Francesco, gli Horti Leonini, splendidi giardini rinascimentali, la rigorosa chiesa di Santa Maria che accompagna il pellegrino verso Radicofani. Siamo in fermento domani ci aspetta la tappa più con destinazione Radicofani, quartiere generale del leggendario Ghino di Tacco.

Oltre la Via Francigena – A 10 Km da Buonconvento a Chiusure Asciano si trova l’Abbazia Monte Oliveto Maggiore. Il complesso monastico è imponente e suggestivo, è sede della Congregazione dei monaci Benedettivi Olivetani, di particolare interesse il Chiostro Grande con affreschi di Luca Signorelli e del Sodoma, la Chiesa fu ristrutturata nel 1700 è impreziosita dal coro ligneo, un raro capolavoro d’intarsio, una biblioteca ricca di manoscritti. Per chi è diretto a Roma, può essere una deviazione piacevole, l’Abbazia ha una sua foresteria e un agriturismo poco lontano.

Val D’Orcia: nel 2004 l’Unesco ha dichiarato il paesaggio della Val D’Orcia un valore per l’umanità. I comuni di Castiglione d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia costituiscono il Parco Artistico Naturale Culturale della Val D’Orcia che ha lo scopo di tutelare il paesaggio e promuovere questa parte della Toscana.

Montalcino, città medievale, la sua preponderante fortezza denota la sua connotazione militare, da ciò si deduce che dalle sue mura sia la possibilità di godere di una vista strepitosa. Prima di avventurarsi in enoteche e fattorie, uno sguardo ad alcuni monumenti, come la Chiesa di Sant’Agostino o il Palazzo Comunale. Il Museo Civico Diocesano di Arte Sacra presenta una vasta collezione di opere di scuola senese.

Sant’Antimo a 9 km da Montalcino, è un’abbazia romanica costruita per volere di Carlo Magno, come voto contro la peste che lo costrinse a fermarsi in questi luoghi ritornando da Roma lungo la Via Francigena. L’edificio presenta elementi francesi e longobardi, da notare la pietra rosata che partecipa alle mutazioni della luce naturale, così da conferire una forte emotività all’edificio.

Da segnalare

Hotel Ghibellino
Pulito, arredato con gusto in maniera essenziale. Quando la permanenza è breve una lunga mensola dove poter appoggiare tutto e usarla anche da scrivania è una scelta ottima. Il Ghibellino è facile da raggiungere, a 50 metri dal centro storico di Buonconvento. L’Hotel offre un buffet per la colazione ben assortito, disponibilità di parcheggio privato, wi-fi gratuito, cena a prezzo convenzionato presso un vicino ristorante.

Ghibellino Hotel
Via Dante Alighieri 1
53022 Buonconvento (Siena)
Tel 0577 809112
– info@hotelghibellino.it
http://www.hotelghibellino.it/index.html

Ristorante Da Mario
Nella via principale di Buonconvento, una trattoria toscana, a conduzione familiare, cortesia senza tanti fronzoli, dove si mangia bene, alcune cose nella media, altre da ritornare per gustarle ancora.
Buon rapporto qualità prezzo

Ristorante “Da Mario”
Via Soccini, 60
53022 Buonconvento (Si)
Tel 0577/806157
Bar Centrale

Bar Centrale
Nella Piazza Libertà, la piazza grande del paese, un bar accogliente come ci si aspetta, con una buona offerta di vini locali, estrema cortesia e per gli amanti del genere, ottimi rum invecchiati tra i meno commerciali, wi-fi gratuito.

Piazza Libertà, 6
53027 San Quirico D’Orcia (Si)
Tel 335 878 1296

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Pubblicato il 14 gennaio 2016
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