“SO.LE. che accoglie”

Un nuovo progetto per la solidarietà e l’accoglienza integrata

exodus asilo ronchi profughi

(immagine di repertorio)

L’accoglienza e la solidarietà a favore dei migranti, in modo particolare per i richiedenti asilo e per i rifugiati che fuggono dalle zone di guerra o dalla povertà estrema, è oggi un tema di grande importanza.

La comunità della nostra zona non si è sottratta a questa richiesta di aiuto e già dall’anno scorso il Piano di Zona del Legnanese, composto da 11 comuni, ha attivato un progetto di sostegno umanitario nei confronti di 25 giovani profughi, con la collaborazione della Fondazione Padri Somaschi

Ora, ad integrazione e per dare continuità e sviluppo alle attività dell’accoglienza, è stato presentato al bando Ministeriale SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) un nuovo progetto, denominato “So.Le. che accoglie”, che ha visto coinvolti nella progettazione molteplici soggetti quali: Comuni, Parrocchie e Caritas, la Cooperativa Sociale Intrecci e la fondazione Padri Somaschi; questi ultimi saranno i soggetti attuatori di riferimento.

Il progetto, rivolto ai migranti già presenti sul territorio ai quali è stato riconosciuto il diritto di protezione, prevede l’accoglienza e l’avvio di percorsi integrati di inclusione sociale, lavorativa ed abitativa.

Se il progetto verrà approvato dal ministero, saranno accolti altri 15 migranti, e secondo un modello di accoglienza diffusa verranno alloggiati in appartamenti di piccole e medie dimensioni.

Le strutture disponibili sono quattro, due nel comune di Legnano e due a Canegrate, questi ultimi messi a disposizione da privati cittadini.

Quale integrazione all’accoglienza è prevista, in modo flessibile e modulare, la presenza di un’équipe multidisciplinare con competenze specifiche, che si farà carico di accompagnare i profughi stranieri in un percorso concreto di autonomia. Le persone saranno impegnate in progetti personalizzati che possono prevedere l’attivazione di opportunità formative, di inserimento sociale e lavorativo per la durata massima di un anno.

Con questo progetto di “seconda accoglienza”, che vede la fondazione dei Padri Somaschi e la Coop Intrecci quali Enti attuatori, si vuole integrare il progetto già in atto dal settembre 2014, con il quale sono stati accolti i 25 giovani migranti; un’esperienza più che positiva promossa e condotta dai comuni del Piano di Zona, che ha coinvolto moltissimi soggetti e associazioni territoriali.

Oltre al comune di Canegrate che ha già formalizzato la propria adesione al progetto “So.Le. che accoglie”, e il comune di Legnano che ne è il capofila, come dichiarato nella presentazione del bando, il Piano di Zona sta operando per arrivare all’adesione di tutti gli 11 Comuni.

Come già avvenuto con il progetto di prima accoglienza, sulla base delle volontà già espresse da parte di alcune amministrazioni, anche questo progetto si sta concretizzando attraverso un’azione sinergica di tutto territorio.

L’adesione del comune di Canegrate è già stata formalizzata rispetto agli altri comuni dell’ambito, in quanto comune sede di due unità immobiliari coinvolte nella progettazione.

L’obiettivo di molte amministrazioni del territorio è quello di dare una risposta coesa e organizzata alle necessità di accoglienza, consapevoli che le politiche di integrazione possono essere efficaci solo se collocate all’interno di strategie progettuali allargate ad aree omogenee.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Febbraio 2016
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