Il liceo classico cambia e guarda al futuro
Due giornate di incontri al Politecnico per innovare un percorso insostituibile nella crescita del paese. verrà modificata la seconda prova alla maturità e diventerà più contestualizzata
Due giorni di studio per capire che futuro costruire per il liceo classico in Italia. L’incontro, che si è svolto ieri 28 aprile ed è proseguito oggi, è stato ospitato dal Politecnico di Milano, una location non casuale per lanciare un messaggio importante: « Basta con questa dicotomia. La Cultura è trasversale» È lo stesso preside del Cairoli di Varese Salvatore Consolo a condensare in questo slogan due giorni intensi di dibattiti che ruotavano attorno al tema centrale: “Il Liceo classico del futuro. L’innovazione per l’identità del curricolo”.
« Si registra grande fermento – assicura Consolo – la scuola sta cambiando e sperimenta via nuove e innovative che stiano al passo con i tempi. Di una cosa, però, siamo certi: l’Italia non è la Gran Bretagna, non sono gli Stati Uniti. L’Italia ha una sua storia e una sua cultura da difendere. Abbiamo una ricchezza enorme che ci deriva dal passato, fatta di opere d’arte o letterarie. Se consideriamo che stiamo ancora leggendo l’Eneide, capolavoro che è stato studiato da Dante. Un unicum che ci lega e che non possiamo ignorare».
Molti i relatori che hanno preso la parola portando analisi ed esperienze di un modo di fare scuola che pur sta innovando: « Si lavora molto sulla comunicazione , sulla flessibilità del curriculum. Occorre cultura per avere sviluppo: per questo si innova. In quest’ottica si inserisce il discorso sulla modifica della seconda prova all’Esame di Stato. È una necessità contenuta nella legge della Buona Scuola: il Ministero vuole contestualizzare la prova con domande mirate. D’altra parte, la versione era pensata per un modello di liceo che oggi non esiste più. Un tempo si puntava sulla filologia mentre oggi sull’interpretazione antropologica. I ragazzi sono spinti a cercare connessioni, differenze e analogie tra il passato e il presente. La traduzione, pur rimanendo un validissimo strumento di approccio al problem solving, deve andare oltre, raggiungendo l’analisi del pensiero»
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