Rodolfo Vanoli, un varesino campione di Slovenia

L'allenatore nato a Gavirate ha vinto il campionato sloveno con l'Olimpia Lubiana. «E' stato bellissimo, grandioso»

rodolfo vanoli calcio olimpia lubiana

(fonte foto: facebook: NK Olimpija Ljubljana)

Non solo Leicester. Anche in Slovenia ha trionfato un allenatore italiano: Rodolfo Vanoli, nato a Gavirate e cresciuto nelle giovanili del Varese, ha vinto con l’Olimpia Lubiana il campionato sloveno spezzando dopo cinque anni l’egemonia del Maribor.

L’allenatore gaviratese, con alle spalle un’importante carriera da giocatore con Lecce, Udinese, Spal, ma anche Pro Patria, Solbiatese, Saronno e Como, è subentrato a sei gare dalla fine del campionato e nonostante la sconfitta interna contro il Maribor, è riuscito a conquistare lo scudetto con una giornata di anticipo grazie alla vittoria 1-0 di sabato 14 maggio in casa del Rudar Velenje.

Mister, quali sono state le prime impressioni dopo la vittoria?
«Da giocatore ho vinto quattro campionati, ma da allenatore le sensazioni sono diverse; la tensione della gara non mi ha permesso di esultare troppo, ma è stato bellissimo, grandioso. Un’emozione simile l’ho provata solo alla mia prima promozione con il Lecce nel 1984».

Come è arrivato all’Olimpia?
«Ho fatto quattro anni alla guida del Koper vincendo una Coppa e una SuperCoppa, ma dopo il cambio societario non me la sono sentita di continuare. Sono rimasto alla finestra, aspettando una chiamata, che è arrivata dal presidente Milan Mandaric (foto sotto). Siamo andati a cena ed è nata subito un’intesa importante fatta di stima e complicità. È un uomo che ha competenza e passione per il calcio e prima dell’Olimpia era padrone del Leicester. Lo associo come figura al patron dell’Udinese Pozzo perché è carismatico ma silenzioso; una persona grandiosa. Anche grazie a lui per la prima volta nella mia carriera sarei pronto a legarmi per un lungo periodo ad una società».

Lubiana com’è?
«Siamo riusciti a risvegliare la passione della città per il calcio. Basti pensare che solitamente la media spettatori nel campionato sloveno è di poco sotto i mille spettatori, mentre sabato in trasferta a Velenje c’erano 5mila persone per esultare con noi e per la festa di sabato (ultima di campionato, ndr) sono previste 15mila persone».

rodolfo vanoli calcio olimpia lubiana

E del calcio italiano cosa pensa?
«La mia filosofia di vita è differente, non a caso anche quando vivevo a Varese sono andato ad allenare in Svizzera a Mendrisio, Lugano e poi Bellinzona. Ritengo il mondo italiano del calcio poco educativo».

E del Varese?
«Seguo sempre il Varese, ci sono legato in quanto sia io, sia mio fratello Paolo (allenatore della Nazionale Italiana Under 19, ndr) siamo cresciuti in biancorosso. Mi spiace però che né io, né mio fratello, che siamo stati bimbi del Varese, non siamo mai stati avvicinati dalla società per dare una mano. Non c’è bisogno di cercare lontano, il futuro lo si può trovare anche in casa. Questo è un mio consiglio per la dirigenza biancorossa, che spero possa riportare quanto prima la squadra tra i professionisti, dove merita di essere».

Francesco Mazzoleni
francesco.mazzoleni@varesenews.it
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Pubblicato il 18 Maggio 2016
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