I ferrazziani salutano la Lega e fanno da sè

Libertà per Gallarate, che fa parte della maggioranza di Andrea Cassani, ha scelto di costituire un gruppo autonomo in consiglio comunale. "Più confronto in maggioranza per condividere le scelte"

Politica varia

I consiglieri di Libertà per Gallarate eletti nella lista del carroccio salutano il gruppo consigliare della Lega Nord e si muoveranno in piena autonomia. «Non vogliamo mettere i bastoni tra le ruote, anzi: vogliamo mettere olio negli ingranaggi dell’amministrazione» sintetizza Luca Ferrazzi, referente della lista civica nata intorno agli ex AN.

Il punto di partenza – che ha creato già qualche malumore nelle file leghiste – è l’addio di Luca Carabelli e Luigi Fichera al gruppo della Lega Nord: passeranno nel gruppo misto, come previsto dal regolamento. Ma di fatto – essendo gli unici del gruppo misto, in questo inizio di legislatura, si ritagliano anche un ruolo autonomo in maggioranza. «È un passaggio ampiamente previsto, da quando abbiamo deciso di sostenere Andrea Cassani sindaco» premette e spiega Luca Ferrazzi. Che poi parla di «questioni tecniche e politiche» e fa capire che il passaggio è tutt’altro che un atto formale.  «abbiamo rimarcato la difficoltà di condivisione della strategia e delle scelte fatte dell’amministrazione, mancano momenti di confronto, non potendo noi partecipare come gruppo ai tavoli di maggioranza diventa ancora più complesso». Insomma: emergere con identità propria prima di tutto per poter affrontare i momenti di discussione in maggioranza, senza finire annacquati nella posizione della Lega Nord. E poi c’è il motivo politico, quello di rafforzare una «lista civica di centrodestra» di cui Ferrazzi, Liccati e soci avevano iniziato a parlare con ampio anticipo rispetto alle elezioni 2016. Per ora si va nel gruppo misto, in attesa delle modifiche al regolamento e di un nuovo gruppo: «Portiamo una voce in più nel confronto politico» aggiunge Luca Carabelli. «Un passaggio intermedio, senza mettere fretta alla maggioranza».

«Non è uno strappo in maggioranza» assicura Ferrazzi, consapevole che nelle file leghiste il passaggio non è stato preso bene. «Mi spiace che qualcuno intenda in modo maldestro dare un significato politico». La presa di distanza dalla Lega si misura anche con la scelta di Ferrazzi di sostenere la lista di Forza Italia alle elezioni provinciali di secondo livello? «Nella lista di Forza Italia c’era l’unico rappresentante gallaratese [Aldo Simeoni, ndr], abbiamo sostenuto un gallaratese in piena coerenza».

Un nuovo asse tra ex AN e Forza Italia, che una volta si guardavano – per usare un eufemismo – con sospetto? «Con Forza Italia il rapporto migliora nella misura in cui siamo d’accordo a chiedere un nuovo modus operandi dell’amministrazione» risponde Ferrazzi.  Che significa più condivisione delle scelte amministrative: «O le cose sono condivise o se non sono nel programma si condividono. Non vogliamo mettere i bastoni tra le ruote, vogliamo mettere olio negli ingranaggi dell’amministrazione».
Lo rimarcano anche Franco Liccati (oggi assessore proprio “in quota” Libertà per Gallarate) e Luca Carabelli: «Non si può non avere un tavolo di confronto con tutte le forze che hanno sostenuto alle elezioni una maggioranza». E quindi Libertà per Gallarate vuole farsi riconoscere come forza autonoma, per sedersi al tavolo.

Lunedì si discutono in consiglio comunale le linee programmatiche, possibile che già in quella occasione i ferrazziani facciano sentire la loro voce. Nel merito delle scelte amministrative, per ora, non si entra, anche se Ferrazzi – a titolo di esempio – un tema lo cita: «Se qualcuno immagina ad esempio di aumentare i costi a carico dei cittadini sulle tariffe per indirizzare risorse al Maga, o ci convincono e decidiamo insieme o non possiamo condividere». E uno dei primi passaggi potrebbe riguardare la annunciata (e per ora poco definita) convenzione tra Maga e Triennale di Milano, che dovrebbe portare in dote al museo di Gallarate anche una nuova presidenza. «Di Maga non si è parlato, chiederemo che si parli, di Maga ma anche di Amsc. Sul Maga bisogna metterci mano, discutere dei costi, dei risultati ottenuti fin qui, della direzione artistica. Ipotizziamo in questo senso anche una richiesta in consiglio comunale».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 22 ottobre 2016
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