Laforgia: “Stupito da Bortoluzzi”

Il consigliere comunale di Progetto Concittadino commenta le dimissioni del collega Lista Galimberti. "Ingiuste le accuse al sindaco"

laforgia

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del consigliere comunale Enzo Laforgia, eletto nelle file di Progetto Concittadino

ho appreso qualche ora fa delle dimissioni del Consigliere, dottor Andrea Bortoluzzi. In questi pochi mesi, ho avuto modo di incontrare Andrea (mi permetto di rivolgermi a lui con il tono confidenziale con cui spesso abbiamo scambiato chiacchiere e opinioni) in numerose e diverse occasioni, dalla campagna elettorale agli appuntamenti istituzionali e politici. Ne ho scoperto la vivacità intellettuale, la puntigliosa attenzione verso le procedure e le forme della politica, la competenza tecnica, la passione profusa nello svolgere il suo ruolo istituzionale.

Proprio per questo, proprio per aver potuto apprezzare le sue doti e le sue qualità, la notizia mi ha stupito (gli avevo inviato, proprio questo pomeriggio, una e-mail per fissare un appuntamento che avevamo concordato nei giorni scorsi). Allo stupore, tuttavia, è sopraggiunto il dispiacere per i toni che ha usato nel motivare la sua decisione agli organi di stampa. Trovo ingiuste le accuse che, a quanto riportano i mezzi di informazione on-line, rivolgerebbe al Sindaco e, di conseguenza, alla Giunta e ai Consiglieri comunali che compongono l’attuale maggioranza politica. Non capisco bene cosa voglia dire «impostazione renziana», anche perché mi pare, come ho già avuto modo di dichiarare in Consiglio comunale, che l’attuale Sindaco si sia distinto da subito per uno “stile” del fare politica, che, prima ancora degli atti formali della sua Giunta, rappresentano, almeno ai miei occhi, un forte segnale di discontinuità con il passato. Non ho riscontrato, né io né il gruppo politico di cui sono espressione, il «decisionismo» di cui Davide Galimberti viene accusato (e Andrea sa bene che in più occasioni il nostro Sindaco ha sollecitato i Consiglieri, tutti, a farsi promotori di iniziative e progetti concreti). Le scelte che, secondo quanto Andrea avrebbe dichiarato alla stampa, sarebbero discutibili o inaccettabili (le nomine delle presidenze delle società partecipate o il benedetto parcheggio di via Sempione), sono state in realtà dettate dall’urgenza o da iniziative promosse dalla precedente Amministrazione.

Nel frattempo, non posso non considerare, io personalmente, positive e decisamente nuove, rispetto all’ultimo quarto di secolo, scelte come la riorganizzazione della macchina comunale (ferma alla fine del secolo scorso), l’aumento di risorse per i servizi sociali, le procedure di partecipazione per avviare la revisione del Piano di governo del territorio, la valorizzazione degli uffici e delle molte competenze presenti in Comune, le iniziative di recupero di pezzi di città in pieno centro, ma lentamente scivolate verso la condizione di “periferie” (penso al comparto stazioni) e molto altro ancora.
Non intendo, con questo, “beatificare” Davide Galimberti. Ne verifichiamo (io e la Lista Progetto Concittadino) quotidianamente il lavoro e le scelte. Non siamo soliti fare annunci, proclami o comunicati stampa, ma cerchiamo, con i molti limiti che ci caratterizzano, di contribuire al rinnovamento che abbiamo invocato. E talvolta, anche noi facciamo le pulci al nostro Sindaco. Cerchiamo, cioè, di svolgere il ruolo che rivestiamo, consapevoli di operare nel mondo della realtà e nello scivoloso terreno della politica, che richiede scelte, azioni e talvolta compromessi. Anche compromessi non sempre facili da metabolizzare, ma intorno ai quali abbiamo discusso insieme tutti. Mi dispiace Andrea, per la tua scelta. Mi dispiace per l’amarezza che accompagna le tue decisioni.

Enzo R. Laforgia
Consigliere comunale – Lista Progetto Concittadino

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Ottobre 2016
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  1. Scritto da andrea_bortoluzzi

    Caro Enzo,
    salto i complimenti che fanno parte dell’armamentario retorico del tuo discorso Ciceroniano. Sembra che per quattro mesi abbiamo frequentato il medesimo Palazzo in due mondi diversi come in un romanzo di Kafka.Quale sia quello reale non è dato saperlo….Mi fa invece riflettere il tuo tono professorale. Io di esami ne ho fatti tanti in vita mia e questo davvero lo salto via con leggerezza come Guido Cavalcanti ..esco dalla finestra dell’aula e me la dò a gambe lasciandoti li con il Registro dei voti e la penna in mano … mentre il tuo grido si perde lontano ..inclassificabile …inclassificabile…
    Buona permanenza…

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