Lo smog torna alla soglia d’allarme

Il dato peggiore a Gallarate e Busto Accam. Legambiente: "Intanto Milano riapre al traffico zone pedonali e la Regione progetta nuova autostrade"

inquinamento smog Pm10 Lombardia

Torna a preoccupare la situazione del Pm10 nelle città lombarde.
Sebbene le concentrazioni di particolato rilevate nel 2016 siano risultate fino ad oggi tra le più basse mai registrate, nei giorni scorsi le condizioni di vento debole e di inversione termica al suolo nelle ore più fredde hanno determinato una situazione molto favorevole all’accumulo degli inquinanti in particolare sulle aree pianeggianti della Lombardia, dove le concentrazioni di PM10 sono risultate superiori ai limiti.

In tutti i capoluoghi lombardi, con l’eccezione di Como, Lecco e Sondrio, le concentrazioni di PM10 misurate dalle stazioni della rete di rilevamento di ARPA Lombardia hanno superato i 50 mg/m3. Il dato di Varese (52 µg/mc) è appena sopra la soglia di guardia dei 50µg, mentre i risultati peggiori sono quello di Cremona (85µg/mc) e Monza (88µg/mc). Sono stati raggiunti 7 giorni consecutivi di superamento della prima soglia in provincia di Brescia, 6 in quella di Cremona, 5 a Mantova, 4 giorni di superamento a Bergamo, Lodi, Milano, Monza e Brianza, Pavia e Varese.

In provincia, nella giornata di martedì 6 dicembre, a Gallarate in centro si sono toccati gli 80µg/mc, a Busto (Accam Borsano) 76 µg/mc, a Saronno 73 mg/mc, a Varese 44 µg/mc, a Ferno (Malpensa) 55 µg/mc

«I dati sull’inquinamento stanno nuovamente tornando a livelli di emergenza in tutte le città lombarde – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – ma solo pochi comuni, una quarantina, hanno sottoscritto il Protocollo della Regione Lombardia con le misure urgenti per il contrasto all’inquinamento. Gli altri Comuni dove sono? Cosa intendono fare per preservare la salute dei cittadini?» La critica sulle misure decise dai Comuni partono dal capoluogo di Regione: «Avremmo voluto vedere a Milano ulteriori misure straordinarie per contrastare la frenesia dell’uso dell’auto in questi giorni di congestione natalizia, come ad esempio, agevolazioni per i mezzi pubblici. Il Comune, invece, attua operazioni che vanno nella direzione opposta, come l’incomprensibile riapertura al traffico di Foro Bonaparte. Un brutto segnale risolvere il problema della congestione di una zona, togliendo aree pedonali».

Legambiente ribadisce poii la necessità di promuovere un invito ai cittadini ad utilizzare i mezzi pubblici per i propri spostamenti e sollecita l’attuazione da parte delle amministrazioni locali di misure straordinarie per ampliare, anche temporaneamente, le aree pedonali e bloccare l’afflusso di automobili nei centri urbani. «A Regione Lombardia chiediamo come sia possibile che nella nuova programmazione del trasporto in Lombardia siano previsti più di 300 km di nuove strade e solo 12 di trasporto pubblico? Per com’è la situazione attuale, è grave non agire per mettere al bando i diesel. Nella nostra regione si poteva da subito mettere un freno anche agli euro 3, ma si è preferito far finta di nulla aspettando fondi dal governo che sappiamo bene non arriveranno – continua Barbara Meggetto – Si continua a parlare di andare oltre l’emergenza con misure strutturali, ma per ora noi vediamo solo l’aumento strutturale di opportunità per la mobilità su gomma. Non ci resta che chiedere anche ai cittadini un cambio di passo: spostatevi il meno possibile con l’auto privata, non accendete il caminetto soprattutto se di tipo aperto e abbassate di un grado il riscaldamento domestico. Per respirare meglio serve la collaborazione di tutti».

Se è vero che il traffico resta il protagonista indiscusso delle emissioni inquinanti, non bisogna dimenticare che le emissioni da riscaldamento si concentrano nei periodi più freddi dell’anno, quando possono arrivare a diventare la fonte prevalente sia di polveri sottili che di biossido d’azoto. Bastano piccoli accorgimenti per diminuire le emissioni e al contempo gli sprechi: in casa e negli uffici è sufficiente mantenere una temperatura di 19°, le porte dei negozi devono restare chiuse per evitare la dispersione termica, è bene non superare le ore consentite per l’accensione dei riscaldamenti e controllare che le finestre non restino aperte e non vi siano spifferi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 dicembre 2016
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