Le trappole colorate per l’insetto giapponese che infesta le nostre campagne

Alla caccia del coleottero che è stato rinvenuto per la prima volta nell’Europa continentale nell’estate del 2014, nel Parco del Ticino su entrambe le sponde, lombarda e piemontese

La Popilia che infesta i campi coltivati

Potreste incontrare in questi giorni degli strani piccoli “missili” colorati disseminati in diverse zone del Ticino, del basso Varesotto e dell’Altomilanese.

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Di cosa si tratta? Trappole. O meglio, degli speciali contenitori di un insetticida appositamente creato per colpire la Popillia japonica, uno dei parassiti più pericolosi che siano arrivati di recente sui nostri territori, in grado di mettere in ginocchio le coltivazioni di molti generi di piante, da quelle ornamentali a quelle alimentari.

Nei giorni scorsi la Coldiretti aveva lanciato un nuovo allarme spiegando che si era esteso ad un numero di 151 comuni coinvolti nella lotta contro questo coleottero giapponese che ora minaccia anche la città di Milano.

La Popillia – spiega la Coldiretti regionale – è uno dei parassiti più pericolosi che siano arrivati di recente sui nostri territori: il primo ritrovamento risale all’estate del 2014 nella zona di Turbigo, in provincia di Milano. È in grado di colpire tutte le specie vegetali: dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti. I rischi maggiori li corrono il mais, il pesco, il melo, la vite e la soia. Chi l’ha incontrata, se la ricorda bene: “Le sono bastati 3 giorni per radermi al suolo oltre 32 mila metri quadri di erba medica – racconta Matteo Borra, 40 anni, agricoltore di Busto Arsizio – E’ successo un paio di anni fa: appena spuntata l’erba, ho visto i coleotteri. Erano ovunque, non ho fatto in tempo a prendere provvedimenti che mi avevano completamente devastato il campo per poi sparire nel nulla”.

La Popilia che infesta i campi coltivati

Attualmente – precisa la Coldiretti regionale in base ai dati Ersaf – i Comuni in cui è presente questo insetto sono saliti a 37, contro i 5 registrati nel marzo 2015. Quelli che invece rientrano nella cosiddetta zona cuscinetto, che è confinante con quella infestata e nella quale vengono applicate per precauzione le misure di contenimento, sono 114. In totale, quindi, i Comuni coinvolti nella battaglia all’attila delle piante sono 151, concentrati soprattutto in provincia di Varese (88) e in provincia di Milano (53). Seguono poi la provincia di Pavia (7) e quella di Como (3).

La Popillia japonica Newman (Coleoptera Rutelidae) è un insetto originario del Giappone inserito tra le specie da quarantena nella direttiva 2000/29 CE. Per tale motivo i servizi fitosanitari sono chiamati ad attivare misure di lotta obbligatoria volte ad eradicare e a contenere l’insetto.

Il coleottero è stato rinvenuto per la prima volta nell’Europa continentale nell’estate del 2014, nel Parco del Ticino su entrambe le sponde, lombarda e piemontese.

Allo stadio larvale questa specie infesta i tappeti erbosi nutrendosi delle radici di piante erbacee, mentre gli adulti sono polifagi e attaccano piante spontanee, ornamentali e forestali e colture di pieno campo determinando defogliazioni, distruzione degli organi fiorali e danni ai frutti. Gli adulti possono alimentarsi su quasi 300 differenti specie vegetali.

Tra le specie coltivate l’insetto può arrecare danni a: mais, melo, pesco, soia, vite e molte altre specie. Nel 2015 in Lombardia Popillia japonica è stata rinvenuta su Rovo, Ortica, Rosa, Vite, ricacci di Salice, Olmaria, Onagra, Luppolo, Vite selvatica, Soia e Mais; anche se non sono stati finora segnalati danni significativi la popilia japonica rappresenta una gravissima minaccia per il sistema produttivo dell’areale in cui è stata rinvenuta e per l’intera regione.

Il Servizio Fitosanitario Regionale ha immediatamente messo in atto misure volte a valutare la presenza dell’insetto e ha pianificato interventi mirati alla riduzione delle popolazioni degli adulti.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 20 giugno 2017
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