Class action pendolari, Legambiente: “Le parti lese sono molte di più”
L'associazione ambientalista critica l'esito della sentenza della Corte d'Appello di Milano
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Legambiente in merito alla sentenza depositata oggi, 25 agosto dalla Corte d’appello di Milano riguardo la class action mossa da Altroconsumo e dai pendolari lombardi danneggiati dai disservizi del 2012
Gli indennizzi e i bonus pagati ai pendolari, per giunta con le risorse della regione Lombardia e quindi dei contribuenti lombardi, non sono per niente risolutivi del grave problema dei disservizi di Trenord che perdurano già da prima del 2012.
Anzi, sia il bonus che questa class-action, non individuando concretamente uno o più responsabili dei disservizi, finiscono per essere un’istituzionalizzazione degli stessi: non esiste Paese al mondo che abbia un simile meccanismo cosi esteso. Per questo, l’uso del vettore ferroviario è inadeguato per affrontare il problema dell’inquinamento dell’aria e della congestione stradale nella nostra regione.
La sentenza dei giudici è inoltre iniqua perché a subire i disagi in quei giorni non furono solo i 3mila ricorrenti ma tutti i 670mila pendolari giornalieri: facendo due conti, in questo modo viene rimborsato solo lo 0,44% di chi abitualmente utilizza il treno per spostarsi. Non può essere un’azione della Magistratura a censurare e individuare i responsabili della gravissima Caporetto ferroviaria del 2012, bensì doveva essere il cambio di passo e di responsabilità nell’amministrazione di Trenord.
Una gestione che nel 2012, in un colpo solo per la megalomania dei suoi dirigenti, aveva tentato un impossibile “poker d’assi” di novità nello stesso giorno: il 12 dicembre, appunto, era previsto che entrassero in vigore il nuovo orario, il nuovo contratto di lavoro e il nuovo programma informatico (gold-rail), oltre all’inaugurazione della nuova linea Seregno-Saronno.
Tutto questo ciclone provocò, oltre a disagi mai visti, danni per 3 milioni di euro al giorno per una settimana che portò, da un lato, all’apertura di un’inchiesta condotta dalla stessa Trenord responsabile del disastro, e, dall’altro, di un secondo accertamento a opera del Politecnico che, però, non è mai stato portato a termine.
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