Inceneritore, allo studio un piano per allungarne la vita

Prove d'intesa tra i tre sindaci di centrodestra (Busto, Gallarate e Legnano) per portare la chiusura dell'impianto più in là ma i "No Accam" sono sul piede di guerra. Domani nuova assemblea dei soci interlocutoria

Dentro l'inceneritore di Borsano (inserita in galleria)

Domani non si deciderà il destino dell’inceneritore Accam di Borsano, per l’ennesima volta. Il balletto continua ed ora sembra che i tre sindaci che contano (Busto Arsizio, Legnano e Gallarate con queste ultime due ritornate al centrodestra) non abbiano più fretta di chiudere l’impianto ma, anzi, di andare avanti. La paura di dover fare fronte ad un bagno di sangue dal punto di vista finanziario è ancora forte.

Il primo cittadino di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, sta lavorando a questa ipotesi ma per fare in modo che vada in porto deve avere rassicurazioni anche dal collega di Legnano Gianbattista Fratus che ancora non si è espresso sul futuro dell’impianto di termovalorizzazione. Quello di Gallarate, Andrea Cassani, non dovrebbe ostacolare questa possibilità pur di non ritrovarsi a far pagare le spese di un default ai propri cittadini.

Quindi l’assemblea di mercoledì 20 settembre rischia di essere nuovamente un passaggio interlocutorio nel quale si prenderà atto del bilancio, impostato per la chiusura al 2021, e si rinnoverà il collegio sindacale: «Chiederemo un nuovo piano per trasformare Accam in un gioiello per l’innovazione – spiega il sindaco di Busto Arsizio – non c’è ancora nulla di deciso e la mia idea è quella di non far passare gli anni vivacchiando ma investendo sulla società per renderla efficiente, innovativa e sostenibile dal punto di vista economico e ambientale».

Esprime tutta la sua preoccupazione, invece, il comitato di Borsano che vorrebbe la chiusura immediata dell’inceneritore. Adriano Landoni, da sempre in prima linea nella battaglia contro i camini di Accam, ha infatti ribadito che «chiunque sostenga che l’inceneritore non inquinerà più grazie ai nuovi filtri, non dice il vero – sostiene il borsanese riferendosi alle parole di Antonelli – i nuovi filtri limiteranno la produzione di ossido di azoto ma la combustione produce comunque inquinamento anche se in misura leggermente minore».

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 settembre 2017
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