Rino Campioni lascia la presidenza: “Auser è come un figlio”
Dopo sette anni, lascia la guida ma continua il suo impegno come volontario al Centro Figli del Lavoro. "L'abbiamo fatto proprio come lo sognavamo, non volevamo il solito centro anziani"
Garbato e determinato, Rino Campioni ha guidato l’Auser di Gallarate per sette anni, dal 2011 al 2018. Il saluto finale alla presidenza l’ha dato – quasi in sordina – in conferenza stampa: «Da qualche giorno ho lasciato la presidenza a Renato Losio» si è limitato a dire, prima di lasciare la parola, appunto, al nuovo presidente.
Eppure di cose Campioni ne ha fatte. Le ha fatte insieme a tante altre persone, sia chiaro, perché Auser è una realtà composita e con oltre cento persone impegnate nel volontariato (molte di più sono quelle tesserate e i beneficiari). Eppure il ruolo di coordinamento in questa realtà è davvero importante, per le molteplici attività.

«Sono presidente dal 2011, in quell’anno abbiamo riaperto il Centro Figli del Lavoro. Sognavamo una struttura come questa, che non fosse il classico cento anziani». Con il contributo di tante persone, Auser ha infatti dato una nuova vita agli spazi di via del Popolo, eredi di una lunga storia di impegno collettivo, di solidarietà, di socialità. Si gioca sulle piste da bocce coperte, si cena insieme di tanto in tanto, ma si parla al telefono con le persone sole grazie alla Telefonia Sociale, si organizzano gli accompagnamenti di disabili e ammalati (su cui ora si è investito con cinque nuovi mezzi).

«Quella dei Figli del Lavoro è stata una sfida vinta, ovviamente nell’avviarla ci hanno aiutato molto le amministrazioni, prima Mucci e poi Guenzani» continua Campioni. «Oggi ho ritenuto che sia conclusa la mia stagione: lascio la presidenza, non l’Auser. Lascio l’associazione in mano a una persona che ha energie nuove, qualche anno in più davanti, insieme a un gruppo davvero qualificato in grado di gestire tanti servizi. Non è facile per me “rinunciare il figlio”, ma bisogna avere il coraggio di farlo».

Auser Gallarate ha seicentoquaranta tesserati, centodiciotto volontari (compresi quelli che fanno servizio al Maga), «sono sedicimila le persone che in un anno entrano in contatto con noi». «È una sfida enorme, da continuare nel futuro, pensi cosa significa cinque nuovi mezzi per il servizio di trasporto. Abbiamo una crescita annua del 18-20% dei servizi, significa che abbiamo bisogno di altri dieci volontari l’anno. Perché qui non abbiamo buste paga, ma solo la forza del volontariato».
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