Rescaldina nella rete Sprar: “Così saremo protagonisti nella gestione dei profughi”

Il comune ha intenzione di partecipare al bando per entrare nel Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati: "Siamo protagonisti di quello che succede e manteniamo il pieno controllo"

La chiusura del centro di accoglienza di via dei Mille

Rescaldina ha intenzione di partecipare nel 2019 insieme ad altri quattro Comuni del territorio al prossimo bando SPRAR, ovvero il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. La città prenderà parte al bando del Ministero dell’Interno che trasferisce fondi ai Comuni per gestire direttamente un’accoglienza destinata a creare una piena integrazione, controllata e non soggetta ad imprenditori o cooperative.

«Fin dal 2012 quando amministrava il centro-destra nel nostro Comune sono positivamente ospitati migranti -spiega l’attuale sindaco Michele Cattaneo- e da più di un anno a Rescaldina sono presenti 19 migranti accolti in cinque appartamenti privati gestiti dalla Fondazione Padri Somaschi, che si occupa autonomamente dell’accoglienza». I migranti presenti oggi a Rescaldina sono ospitati in regime di “CAS” (Centri di Accoglienza Straordinari), ovvero la modalità di permanenza temporanea in cui si trovano i richiedenti asilo appena arrivati in Italia.

«Lo SPRAR è invece un sistema di accoglienza di secondo livello tramite il quale vengono gestiti i migranti che sono in Italia già da un po’, che sono già in possesso del riconoscimento di asilo politico, che hanno già intrapreso l’iter legislativo riguardo i controlli igienico-sanitari e che hanno un permesso di soggiorno temporaneo -continua il primo cittadino-. Il finanziamento statale dello SPRAR non ha niente a che fare con i “35 euro a persona” che andavano in passato alle organizzazioni che gestivano l’accoglienza (e non ai migranti), ma viene stabilito di volta dal Ministero in volta sulla base dell’effettivo progetto presentato e finalizzato all’integrazione e all’inserimento lavorativo. Naturalmente nessuna spesa sarà in capo al Comune di Rescaldina».

Esistono sul territorio anche altre esperienze positive di SPRAR: Legnano per esempio è il Comune capofila di un’aggregazione di altri quattro Comuni che ormai da anni gestiscono questo tipo di accoglienza. «Il valore aggiunto dello SPRAR è evidente -sottolinea l’Assessore ai Servizi Sociali Enrico Rudoni-. I Comuni infatti restano protagonisti di quello che succede sul tema migrazioni e mantengono il pieno controllo anche di quello che potrà succedere in futuro. L’adesione allo SPRAR e la firma del protocollo con la Prefettura fa sì che nessun altro richiedente asilo potrà arrivare a Rescaldina, neanche in appartamenti privati. Invece i Comuni che l’anno scorso per mere ragioni di propaganda politica non hanno firmato il protocollo con la Prefettura non hanno e non avranno nessun tipo di garanzia e, in caso di aumento degli sbarchi, potrebbero facilmente essere considerati come Comune di destinazione per nuovi collocamenti».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Luglio 2018
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