Alla ricerca del villaggio sommerso risalente a 3500 anni fa

Sono riprese le ricerche dei reperti palafitticoli sul fondo del lago di Varese. Il campo di indagine attorno ai due pali individuati lo scorso anno e risalenti al 1555 avanti Cristo

Immergersi nelle acque del lago di Varese. A due metri e mezzo di profondità, dove la visibilità massima è di 30 centimetri, per cercare i resti del villaggio palafitticolo che sorse oltre 3500 anni fa.

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Le palafitte nella baia dell\'amore di Cazzago Brabbia 4 di 17

Da ieri mattina, il professor Paolo Baretti è tornato a indossare muta, pinne e bombole per proseguire la ricerca dei pali che reggevano la costruzione davanti al comune di Cazzago Brabbia. Insieme all’archeologa Sabrina Luglietti sta ricostruendo i villaggi che popolavano le acque del lago varesino.

Dopo aver individuato e mappato la costruzione antistante il comune di Bodio Lomnago, dallo scorso anno, i due studiosi sono concentrati sullo specchio davanti a Cazzago Brabbia: « Qui, lo scorso anno, abbiamo trovato un insediamento – racconta l’archeologa Luglietti –  e, in particolare, due pali, denominati 14 e 15, su cui abbiamo svolto le indagini storiche. Grazie alla “dendrocronologia” siamo riusciti a datare con certezza i pali che risalgono al 1555 avanti Cristo. Il reperto 14 e il 15, inoltre, sono risultati appartenere alla stessa quercia».

Cazzago Brabbia, gli insediamenti di palafitte

Compito del professor Baretti questa settimana, dunque, è quella di scoprire gli altri frammenti lignei così data poter ricostruire la palafitta denominata “Ponti”. Al momento sono stati individuati e numerati circa 30 pali ma i due studiosi ritengono che siano solo la metà delle antiche fondamenta della palafitta.

« Per svolgere il lavoro – spiega la dottoressa Luglietti – abbiamo delimitato un’area di dimensioni 6 metri per 4. Abbiamo recintato la zona e creato dei corridoi con del cordino giallo fluorescente che si distingue nelle acque torbide. Poi, a mezz’acqua abbiamo collocato delle piccole boe che servono al ricercatore per orientarsi. Tutti i pali individuati verranno catalogati e geolocalizzati».

Cazzago Brabbia, gli insediamenti di palafitte

Le ricerche si svolgeranno fino alla fine di questa settimana, dopodichè si proseguirà con il lavoro di documentazione dei dati emersi, con la ricostruzione storico archeologica e quindi la divulgazione.

La campagna di ricerca è finanziata dalla Regione Lombardia, dal comune di Cazzago Brabbia e dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto ed avviene sotto la supervisione della Sovrintendenza alle Belle Arti.

Per condurre le indagini occorre avere l’adeguata preparazione: la dottoressa Luglietti è membro dell’Associazione italiana operatori subacquei scientifici di cui lei è l’unica esponente esperta di laghi.

L’obiettivo finale è quello di creare un percorso storico divulgativo che, dal comune arrivi fino al lago dove lo spazio occupato dal villaggio verrà segnalato dalle boe che, visivamente, renderanno l’idea della complessità del villaggio, evitando nel contempo che la navigazione possa compromettere il campo di ricerca.

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Pubblicato il 26 settembre 2018
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