Le autocertificazioni: cosa sono e a cosa servono

Strumenti di semplificazioni nati per facilitare la vita in un paese come l’Italia nel quale la burocrazia è spesso e volentieri tortuosa e complicata

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Strumenti di semplificazioni nati per facilitare la vita in un paese come l’Italia nel quale la burocrazia è spesso e volentieri tortuosa e complicata. È con la legge del 2000, per la precisione il Dpr 445, che nel nostro paese viene introdotta questa nuova figura utile per presentare dichiarazioni firmate,relative al proprio stato o al possedimento di determinati requisiti, al posto dei certificati rilasciati dalla Pubblica Amministrazione. È questa l’essenza di una autocertificazione: una possibilità in più per gli utenti che lo Stato va ad offrire e che al contempo è anche una testimonianza di fiducia nei confronti del cittadino stesso, il quale può sottoscrivere il possedimento di determinati requisiti senza dover accompagnare il tutto con decine di documenti e fogli di carta.

Nel tempo le autocertificazioni si sono diffuse in tantissimi settori e possono essere utilizzate oggi per i campi più disparati: tanto per fare qualche esempio si pensi alla dichiarazione di residenza o del luogo di nascita; allo stato di famiglia, alla cittadinanza, al tutolo di studio, al godimento di diritti civili e politici, all’appartenenza ad un ordine professionale ed ancora alla situazione reddituale.

Tante evenienze che possono essere oggi sottoscritte con autocertificazione senza dover necessariamente passare da un ufficio da un altro. Ovviamente il cittadino che sottoscrive tale autocertificazione si impegna ad affermare il vero ben sapendo delle problematiche nelle quali potrebbe incappare se quanto dichiarato si rivelasse essere una falsità.

A partire dal 2012, quindi in tempi piuttosto recenti e dopo 12 anni di esistenza delle autocertificazioni, è entrata in vigore la nuova disciplina in materia di certificati e di dichiarazioni sostitutive che va a stabilire una novità sostanziale: ovvero, la validità esclusivamente nei rapporti tra privatamente per quanto riguarda le Pubbliche Amministrazioni, queste quali non possono più chiedere o accettare tali certificati e di conseguenza si deve sempre presentare autocertificazione.

Questo tipo di documento può essere richiesto da cittadini italiani; cittadini di Paesi che fanno parte dell’Unione Europea; cittadini extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno. Gli enti per i quali si può ricorrere alle autocertificazioni sono tutte le Pubbliche Amministrazioni quali enti locali, scuole, prefetture e motorizzazione; aziende che gestiscono i servizi pubblici come acqua, luce, gas, poste; i privati che decidono di accettare le autocertificazioni.

Per i privati infatti, come detto, la scelta è libera e possono valutare in piena autonomia se accettarle o meno; viceversa un dipendente della Pubblica Amministrazione non può rifiutare una autocertificazione di un cittadino (se in possesso dei requisiti per presentarla) altrimenti commetterebbe una violazione dei doveri d’ufficio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 ottobre 2018
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