Referendum Vco, i tanti pareri della strada

L’incontro con un grande conoscitore della provincia, il giornalista Renato Balducci, passeggiando per la città in un giorno di mercato. Impressioni e opinioni di una provincia “divisa”

interviste vco

«Il dibattito è aperto, e molto diverso a seconda delle zone: qui da noi nell’Ossola se ne parla eccome, altrove decisamente meno».

Una comitiva di turisti tedeschi, o svizzeri, con soprabito passa nelle strade del centro storico di Domodossola verso le 10.30 del mattino di un giorno quasi qualunque della settimana: c’è il mercato, forse sono qui per fare acquisti, parlano animatamente a dispetto della timida riservatezza imposta dai cliché sugli abitanti del nord.

Il turismo arriva fino a qui, in questa cittadina che non arriva a ventimila abitanti: tutto intorno montagne e natura. Il centro di un grande borgo che al sabato si trasforma accogliendo migliaia di visitatori al loro arrivo anche in treno per godersi le meraviglie del luogo.

Posti che Renato Balducci sa leggere in maniera chiara. Giornalista dell’Ansa dal fisico asciutto e abituato alla strada e agli sforzi che giornalisticamente parlando essa comporta: lunghe attese e camminate; notizie che si scovano conoscendo le vie dove si muove chi decide, titoli che partono da un saluto sotto al Comune e si trasformano in un lancio d’agenzia.

Renato racconta di questo referendum con gli occhi del chirurgo che si appresta a scoprire il lembo di pelle da tagliare, per guardarci dentro: ne sa, perché il mestieraccio lo fa dal caldo ’78: Gazzetta del Popolo (il giornale dove scriveva Giorgio Bocca e da quest’ultimo raccontato nella meravigliosa cronaca di una professione da incontrare leggendo “Il provinciale”), poi al Giorno, La Stampa e alla grande agenzia di notizie che è sinonimo di brevità e rigore. Ora collabora anche coi colleghi di Ossolanews che ci hanno dato una mano in qualche ora di lavoro per capire un po’ più da vicino cosa pensa del voto chi vive da queste parti.

Difficile raccontare una provincia che non si è mai amalgamata: «La discussione più importante, quella forse più sentita è qui in Valdossola, nelle altre due zone, vale a dire nel Cusio e nel Verbano non vedo un grande dibattito».
Forse un po’ complici lo sono anche i giornali, racconta Renato mentre si cammina fra le bancarelle: «Viene dedicato più spazio ad altre questioni».

E gli elettori che ne pensano?

Sulla ventina di persone che abbiamo incontrato, è bene chiarirlo, prevalgono i “sì”: fanno molto affidamento, questi residenti, alla possibilità di introitare i famosi canoni idrici che ora si fermano nella lontana Torino e che tra queste valli farebbero molto comodo. Poi la vicinanza a Milano: molte risposte tradiscono un sentire più milanese che lombardo, ma tant’è.

Esiste per contro anche una questione identitaria: una giovane biondissima che serve al tavolo il caffè a quattro signore che si godono qualche raggio di sole autunnale non ha dubbi: «Ma io sono piemontese, che centra con noi la Lombardia!? Non so se andare a votare. Ma se andrò, voterò “No”».
Secondo Renato è questo uno dei punti caldi sul piatto .

«Il problema più grosso consiste nell’identità di questo territorio, da sempre industriale. E la morte dell’industria ha reso il Vco una provincia senza grandi specificità economiche evidenti: esiste il turismo ma è caratteristica prevalente del Verbano».

Ricostruire il tessuto economico è certamente la priorità che la politica – a prescindere da quale sarà la regione d’appartenenza – dovrà affrontare e risolvere.
Anche da queste parti «ci sono poi i frontalieri che lavorano nel Vallese e nel Canton Ticino», tutte questioni che la Lombardia dovrà tener conto per amministrare questa provincia, qualora dovesse diventare la tredicesima bandierina nel computo dei capoluoghi.

La campagna elettorale c’è, esiste, viene fatta anche dai semplici cittadini che di fornte alla macchina da presa si nascondono ma poi a telecamere spente ti dicono come la pensano; la fa l’edicolante che si incontra le viale che porta dal centro alla stazione, la fa la signora al tavolo che esprime la sua opinione spassionata di fronte alle amiche.
Come andrà a finire lo sapremo solo tra poco più di una settimana.

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Pubblicato il 13 ottobre 2018
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