Trafficanti di cocaina in bancarotta grazie alla Guardia di Finanza

I 7 trafficanti arrestati ci hanno provato con ogni mezzo fino a che non hanno dovuto impegnare i loro beni per acquistarne altra. Sequestrati 18 kg di stupefacente

Hanno prosciugato tutte le loro disponibilità economiche per portare cocaina in Italia con ogni mezzo ma la Guardia di Finanza non ne ha fatto passare nemmeno un grammo, al punto che il capo dell’organizzazione di narcotrafficanti arrestata nei giorni scorsi, si è dovuta indebitare mettendo propri beni a garanzia pur di proseguire nell’attività illecita.

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Black Snow, operazione anti droga della Guardia di Finanza 4 di 4

Così le manette della Guardia di Finanza di Malpensa sono scattate ai polsi di 7 persone (un dominicano, un peruviano e cinque italiani) tra Asti, Savona, Torino e la Svizzera. La cocaina pura arrivava dal Perù per essere poi venduta in Piemonte e in Svizzera al dettaglio. Del gruppo facevano parte un carrozziere (che si occupava di modificare le auto per nascondere la droga), un broker assicurativo e una impiegata di banca (che invece cambiava i soldi provento dello spaccio in banconote di grosso taglio). Il fidanzato della bancaria, il dominicano, aveva invece un vigneto e un immobile (finiti sotto sequestro) nella campagna astigiana per un valore catastale di 90 mila euro.

L’indagine, presentata questa mattina in Procura a Busto Arsizio dal procuratore capo Gianluigi Fontana, dal comandante provinciale delle Fiamme Gialle Marco Lainati e dal comandante del Gruppo di Malpensa Luigi Pardi. Tutti e tre si sono complimentati con chi ha lavorato sul campo tra intercettazioni, pedinamenti, sequestri, smontaggi di auto, per l’enorme lavoro svolto e hanno messo in luce la buona collaborazione con le autorità dei Paesi esteri dai quali transitavano i trafficanti per l’ottimo coordinamento con gli investigatori italiani.

Tutto è partito da un trolley annusato da un cane antidroga nel novembre 2016 con 10 kg di cocaina nascosti al suo interno e mescolata con carbone vegetale (da qui il nome dell’operazione “Black Snow”) per ingannare il fiuto dei finanzieri a 4 zampe. Da quel momento gli investigatori iniziano a ricostruire l’organizzazione italo-sudamericana che sta dietro al corriere ed è così che crolla il piccolo impero costruito dal gruppo criminale con altre 7 spedizioni di cocaina da un kg l’uno, intercettate.

A febbraio 2017 il gruppo cambia modalità di trasporto dalla valigia agli ovulatori ma de corrieri vengono arrestati a Madrid con 2kg di cocaina in corpo. La terza fase è quella delle autovetture: usano prima una macchina con targa svizzera considerata sicura per il trasporto grazie ad un vano ricavato nel sedile del passeggero. Anche qui la testardaggine dei finanzieri (che hanno impiegato un giorno intero a scovarla) ne hanno trovati 900 grammi.

Ci provano, allora, con una macchina a noleggio nascondendo la droga nel passaruota. anche in quest caso vengono sequestrati 2,2 kg di cocaina. Ad agosto del 2017 falliscono anche con gli ovulatori che passano dall’Olanda e con un altro trasporto nello stomaco di una donna.

Gli indagati sono ormai sul lastrico perchè hanno pagato 18 kg di cocaina pura senza poterne rivendere nemmeno un grammo. Nel mercato al dettaglio avrebbe fruttato oltre 3 milioni di euro, una volta tagliata. Il capo dominicano della banda era arrivato al punto di impegnare propri beni per poter acquistare stupefacente, compresi quelli che aveva acquistato proprio grazie al traffico di droga che, comunque, era iniziato ben prima del 2016.

La banda, però, era molto organizzata pur non facendo parte di organizzazioni criminali mafiose. Avevano il contatto in Perù coi produttori, avevano disponibilità di uomini pronti a fare i viaggi con un kg di ovuli nello stomaco (8 i corrieri arrestati nel corso dei vari sequestri).

Nel corso dell’operazione, che ha visto impiegati oltre 30 militari delle Fiamme Gialle e diverse unità cinofile, sono stati posti sotto sequestro quattro vigneti ed un immobile, siti nelle campagne astigiane, per un valore catastale di oltre 90.000 euro ed una vettura,  ulteriori somme di denaro pari a 12.000 euro nonché 106 grammi di cocaina. Tra le amenità ricontrate dai finanzieri in fase di sequestro un portacenere che nascondeva al suo interno un bilancino di precisione, usato dal dominicano per suddividere la droga in dosi.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2018
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