Vodafone automotive da Varese connette il mondo

L'azienda di via Astico ha aperto le porte alla comunità. Presenti il governatore Attilio Fontana, il sindaco di Varese Davide Galimberti, i vertici di Univa e il sindacato dei metalmeccanici

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Il futuro non si prevede, ma si costruisce. E alla Vodafone Automotive spa di Varese hanno iniziato a costruirlo ancora quando si chiamava Cobra, marchio leader nel settore degli antifurti per auto che in provincia di Varese aveva il distretto più importante d’Italia. Ma delle 45 aziende presenti nel 1975 ne sono rimaste soltanto tre e Cobra è tra queste. Chi non ha innovato invece è stato spazzato via.

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Con l’acquisizione da parte del Gruppo Vodafone nel 2014, sono arrivati capitali freschi, investimenti e soprattutto una nuova visione sull’innovazione di prodotto. Oggi Vodafone Automotive spa è presente sul territorio con due unità: la prima a Varese dove si fa progettazione, produzione, sviluppo e distribuzione di sistemi e componenti elettronici, la seconda a Busto Arsizio, dedicata allo sviluppo di infrastrutture e servizi telematici.  Una metamorfosi per nulla scontata, come racconta Gion Baker, ceo Vodafone Automotive, che dodici anni fa venne mandato dalla Germania per la prima volta in missione alla Cobra. «Mi chiesi dove fosse Varese e di che cosa si stesse parlando. Una volta qui però ho trovato un team fantastico, una realtà all’avanguardia».

Nello stabilimento di via Astico, dove l’industria 4.0 non è solo teoria, oggi lavorano 350 persone, per lo più ingegneri e periti tecnici, tra cui un centinaio di donne. C’è un’attenzione particolare al personale, alla sua formazione e al suo benessere, tanto che due anni fa fu siglato il primo contratto aziendale in Italia per la cessione solidale delle ferie.  «Nel periodo della crisi non abbiamo lasciato a casa nessuno – dice Che Naraine, direttore generale Vodafone Automotive – anzi, abbiamo assunto, soprattutto giovani ingegneri». (leggi l’intervista di VareseFocus)

Che Naraine parla esplicitamente di «responsabilità verso la comunità». Quella stessa comunità che si è ritrovata ad ascoltare il management durante un evento organizzato da Vodafone Automotive nella sede varesina. Erano presenti il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Varese, Davide Galimberti, i vertici di Univa e i rappresentanti dei sindacati dei metalmeccanici, Fiom Cgil e Fim Cisl dei laghi. «L’azienda ha un valore sociale – continua il direttore generale- perché è parte integrante della società in cui è inserita».

La cultura di impresa non può essere un esercizio di stile e nemmeno un vestito che si indossa alla bisogna. Brian Humphries, amministratore delegato del gruppo Vodafone, usa una parola precisa: «inclusione». Il compito delle imprese è coinvolgere persone e territori in un progetto, in una visione. «Il futuro – spiega Humphries – è la connessione di luoghi, persone e cose. E Vodafone connette il mondo, piccole aziende, singole persone, che sono il nostro zoccolo duro, ma anche big, come General Electric e Coca Cola, utilizzando tecnologie che si sviluppano qui a Varese».

Vodafone Automotive punta molto su Internet delle cose (Iot) e con 74 milioni di connessioni , che crescono di 2 milioni al mese, si pone tra i leader del settore. A Milano sta facendo una sperimentazione avanzata sul 5G, la quinta generazione della rete mobile. Una vera rivoluzione, secondo Stefano Gastaut, direttore internet of things di Vodafone. «Stiamo creando un ecosistema funzionale all’Iot – sottolinea il manager – Con 18 milioni di auto connesse in Europa, a cui aggiungiamo dieci milioni di contatori di luce, acqua e gas e quattro milioni di apparati medici, stiamo parlando del presente e non del futuro, non ce ne accorgiamo perché tutto funziona. Credo che Varese dovrebbe sfruttare la vicinanza con Milano».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 05 ottobre 2018
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