Nuovo appalto per i rifiuti: il consiglio approva e le minoranze insorgono

Il servizio per la raccolta dei rifiuti andrà a gara con il rischio di una querelle con Acsm Agam, la multiutility in cui Varese era entrata. La maggioranza approva dopo che la minoranza aveva lasciato l'aula per protesta

Consiglio comunale di Varese 2018

La nuova organizzazione del servizio di Igiene Urbana nel comune di Varese ha scatenato una bagarre in Consiglio comunale. Gli esponenti della minoranza hanno lasciato l’aula dopo la bocciatura della loro proposta di rimandarne la discussione per avere un maggiore tempo di riflessione e analisi della questione.

UNA LETTERA INASPETTATA

Quello che all’ordine del giorno era il punto 4, è stato subito oggetto di una richiesta da parte del consigliere di minoranza Simone Longhini: che ne ha chiesto la sospensione «Per avere il tempo di esaminare la lettera che abbiamo ricevuto in copia questa mattina da Acsm Agam, attuale gestore del servizio, e per comprendere con più calma la questione».

La lettera inviata dai vertici della società “in nome e per conto proprio, nonchè di A2A Spa, Lario reti Holding, comune di Monza, comune di Como e comune di Sondrio“, al sindaco e al presidente del consiglio comunale, non è di poco conto: nella sua più estrema sintesi, questa invitava il comune di Varese a riflettere sulle conseguenze della scelta di un nuovo gestore di Igiene Urbana a partire dal 2019, quando invece la scadenza naturale del contratto con Acsm Agam era fissata a fine 2030, e richiamava gli impegni assunti dal Comune in occasione della firma dell’accordo di Fusione tra le multiutility di Como, Monza, Varese e Sondrio.

Raccontando, nella lunga missiva, i passaggi degli accordi tra comune e ACSM AGAM, in vista della fusione, e «invitando a riconsiderare la posizione avviata con la delibera del 17 luglio 2018 (quella che avvia la procedura di gara per il servizio di igiene urbana, ndr)riservandoci in assenza di tale riconsiderazione ogni valutazione finalizzata a tutelare adeguatamente le nostre ragioni»

LA MINORANZA CHIEDE TEMPO

La discussione di un punto apparentemente così delicato, quindi, non è sembrata opportuna, soprattutto ai consiglieri di minoranza, senza ulteriori e sufficienti verifiche. Gli esponenti di Forza Italia, della Lega e della lista Orrigoni, hanno chiesto a gran voce di rimandare, anche solo di qualche giorno.

Il comune di Varese però aveva già preso un impegno con il Governo Italiano, che a sua volta l’aveva preso con l’Unione Europea, come testimonia una lettera consegnata ai consiglieri, e firmata dal coordinatore della struttura di missione per le procedure di infrazione: quello di cominciare ad avviare le procedure per l’individuazione di un soggetto gestore di igiene urbana, prima del primo gennaio 2019.

ASPEM E LA QUESTIONE DELL’INFRAZIONE EUROPEA

Questo punto va chiarito nei particolari. Nel corso del 2012, la Commissione Europea avviò una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia a causa di Varese dopo l’aggregazione, avvenuta nel 2009, di Aspem Spa con A2A Spa. In questo caso infatti era stato disposto un nuovo affidamento del pubblico servizio con modalità non conformi alla normativa comunitaria: più precisamente non era stato sottoposto ad un procedimento “ad evidenza pubblica” per individuare il socio privato del servizio.

La procedura di infrazione venne archiviata dalla Commissione Europea nel 2016, grazie all’approvazione di una legge, che fu frutto di una mediazione tra l’Italia e la Commissione stessa: la quale sanava la questione prevedendo che gli affidamenti diretti a società poste sotto il controllo di società quotate “a seguito di operazioni societarie effettuate con procedure non conformi alle disposizioni dell’Unione europea”, sarebbero dovute cessare improrogabilmente il 31 dicembre 2018.

All’avvicinarsi della scadenza, il Consiglio comunale ha avviato le procedure per la gara per il servizio di igiene urbana “a far tempo dal 1° gennaio 2019”, avvertendo delle sue mosse il ministero.

LA PROCEDURA PER IL SERVIZIO DI IGIENE URBANA E’ STATA APPROVATA: MA LA MINORANZA HA ABBANDONATO L’AULA

La richiesta di sospensione della discussione, sottoposta a votazione, è stata quindi bocciata dalla maggioranza del consiglio. E, subito prima di votare per il procedimento di assegnazione del Gestore di Igiene Urbana, il sindaco stesso ha proposto un emendamento che prendeva atto anche i consiglieri avevano ricevuto la documentazione in arrivo da Acsm Agam, e la documentazione in arrivo dal ministero.

A quel punto, le minoranze sono insorte: a parlare per primo è stato Fabio Binelli, Lega, che ha ritenuto l’emendamento «Inaccettabile. Si arriva al colmo non solo di non accettare di lasciarci il tempo di valutare la lettera, ma di costringerci, con il voto, a prendere atto che l’abbiamo letta» per le minoranze, la scelta è stata quindi di abbandonare l’aula: a votare sono rimasti in 19.

Alla fine, il punto sul servizio di igiene urbana è stato votato a larga maggioranza (17 favorevoli, 1 astenuto, un contrario) e il procedimento di gara continuerà il suo percorso: più precisamente, con la delibera, è stato individuato l’appalto come forma di organizzazione del servizio di igiene urbana. Il quale verrà assegnato «dal primo gennaio 2019 mediante affidamento dello stesso a terzi con procedura ad evidenza pubblica, per una durata determinata in un periodo di 5 anni».

Al netto, naturalmente, delle eventuali conseguenze nei confronti di Acsm Agam, e di questa nei confronti del Comune: che evidentemente si chiariranno più avanti.

(Nella foto, il consiglio comunale dopo che la minoranza ha abbandonato l’aula)

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 22 novembre 2018
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