L’assessore: “Le elezioni per le Consulte costavano troppo: spendevamo 5 euro a voto”

Claudia Mazzetti, responsabile per rioni e centri storici minori, difende la scelta di passare da un'elezione diretta delle Consulte da parte dei cittadini alla elezione da parte del consiglio comunale. "E alla fine su cinque consulte, solo di una si può dare giudizio positivo"

La nuova giunta di Andrea Cassani

«I costi sostenuti nel 2017 per la comunicazione preventiva a tutti cittadini e per lo svolgimento delle elezioni sono stati eccessivi soprattutto se paragonati al numero di candidati e di votanti». L’assessore Claudia Mazzetti prende posizione sul tema delle Consulte rionali, rivendicando la scelta dell’amministrazione comunale: secondo la bozza di regolamento all’esame, le consulte non saranno più elette direttamente dai cittadini ma saranno votate dai soli consiglieri comunali.

Mazzetti indica anche i numeri che sostengono la scelta di far diventare le Consulte “enti di secondo livello”, cioè non a elezione diretta.
«Tutta la consultazione è costata 15.000 euro, a fronte dei soli 47 candidati – di cui solo 36 hanno preso voti (su un totale di posti eleggibili pari a 25) – con un’affluenza di circa 2900 elettori, ovvero il 7,59% degli aventi diritto. Più di 5€ spesi per ogni voto espresso sostanzialmente per scegliere tra meno due candidati per un posto».

Ma non solo, l’assessore critica anche il lavoro complessivo delle Consulte, considerato – nei numeri – non sufficiente: «Al di là di questo, in due anni, sono state convocate una media di 6 riunioni per consulta. Ovvero una riunione ogni 4 mesi». Un giudizio di media che in realtà poi fa il paio con una valutazione articolata rispetto ai diversi “parlamentini” di quartiere: «All’amministrazione non interessa mettere qualche tesserato; per quanto ci riguarda ad esempio, se la consulta di Cedrate-Sciarè vorrà ricandidarsi in toto (pur non essendo nessuno dei cinque membri un esponente di partito), è intenzione di questa maggioranza fare in modo che vengano tutti rieletti per l’ottimo lavoro di squadra svolto. Purtroppo per le altre consulte non si può fare emettere un giudizio positivo complessivo».

La notazione su Cedrate-Sciarè viene fatta anche polemicamente nei confronti delle opposizioni, che hanno espresso critiche (da Giovanni Pignataro, Pd) e perplessità (Rocco Longobardi, Gallarate 9.9) sulla scelta.
Mazzetti contesta la posizione delle minoranze: «È curioso riscontrare come i partiti di opposizione che due anni fa votarono contro il regolamento sull’istituzione delle consulte rionali ora si battano in modo acceso per non cambiare quel vecchio regolamento che non avevano votato. Quel regolamento, fatto e votato solo dalla maggioranza, credeva in un modello che poi così perfetto non si è dimostrato». E rispetto alle Consulte accusa: «non è la maggioranza che ha provato a mettere i propri uomini nelle consulte, bensì il PD e la Nostra Gallarate 9.9, basta vedere chi erano i candidati. Non che i tesserati ad un partito non possano rappresentare un rione, anzi… però fa strano che proprio il Partito Democratico e Longobardi vogliano tacciarci di politicizzare le consulte».

Da ultimo, Mazzetti critica in generale il modello di partecipazione sostenuto dall’opposizione. Difende le Consulte e critica il centrosinistra perché «il loro bilancio partecipato […] non prevedeva una distribuzione equa sul territorio dei fondi» (c’era invece una valutazione di interesse generale: un esempio è sul chiosco al Parco Bassetti, che si sta realizzando ora a distanza di tre anni). Mentre Mazzetti rivendica la scelta dell’amministrazione Cassani, che ha deciso di stanziare fondi per interventi «distribuiti su tutta la città seguendo le indicazioni dei rioni», con un parere espresso appunto dalle Consulte.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 16 Gennaio 2019
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