Colori e immagini in pediatria: copiato lo stile “Del Ponte”

La pediatria dell'ospedale di Legnago in provincia di Verona avrà lo stesso percorso di accoglienza realizzato al Michelangelo da Il Ponte del Sorriso onlus

Nuovo ospedale Del Ponte - Michelangelo

La pediatria del Del Ponte fa scuola.

Il percorso artistico di accoglienza che Il Ponte del Sorriso ha realizzato all’Ospedale Del Ponte riceve sempre più apprezzamenti nell’ambito ospedaliero pediatrico.
Dopo il San Paolo di Milano, che ha chiesto alla Fondazione di allestire il pronto soccorso pediatrico lo scorso anno, è la volta della Pediatria di Legnago, in provincia di Verona.

L’Ospedale Mater Salutis sta, infatti, ristrutturando un piano per far posto alla nuova pediatria. Il primario dr. Federico Zaglia, dopo aver saputo e visto in internet l’ambientazione dell’Ospedale Del Ponte, ha voluto rendersi conto di persona e, con la caposala Martina Soprana, qualche settimana fa ha fatto visita al polo materno infantile varesino.

Entusiasti di quanto è apparso ai loro occhi nei corridoi, nelle sale gioco, nelle stanze e nelle sale visite, hanno chiesto a Il Ponte del Sorriso di  portare la stessa filosofia al loro nuovo reparto.
Ecco, quindi, che una delegazione della fondazione con il grafico, è andata a Legnago, nel cantiere della futura pediatria, a prendere le misure per creare una scenografia che stimoli la fantasia dei bambini creando un luogo che li aiuti a guarire giocando, come a Varese.
E’ una grande soddisfazione per Il Ponte del Sorriso, che vede sempre più riconosciuti i principi pedagogici sui quali si fonda tutto il percorso studiato per rendere meno traumatico il ricovero.

Fondamentali sono i colori. Moltissimi studi dimostrano che i bambini amano quelli forti, vivaci ed accesi, dai quali traggono energie positive per affrontare la malattia, mentre tendono a rifiutare i colori come il nero, il grigio, il marrone. I disegni alle pareti, poi, devono offrire spunti narrativi e di apprendimento, permettere di sognare, di immaginare l’impossibile, di varcare i confini dello spazio e del tempo, di evadere oltre i muri, di raccontare per spiegare una realtà che, in quel momento, può apparire spaventosa.

Questo consente al piccolo di elaborare quanto gli sta accadendo  e di sostituire gli aspetti negativi legati alla malattia, con gli aspetti positivi che forme espressive appositamente studiate possono suscitare. I colori, i segni, le immagini, le forme, la narrazione, diventano quindi, gli strumenti attraverso i quali il bambino malato riesce a superare in modo sereno il contatto con l’ospedale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 marzo 2019
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