Open day dedicato alla tiroide: visite gratuite in ospedale

Sabato 25 maggio, dalle 9.00 alle 16.00, al secondo piano del Day Center dell'ospedale di Circolo. 400 il numero massimo di persone che potranno essere visitate

Professor Bartalena e sua equipe

In concomitanza con la Settimana Mondiale della Tiroide, sabato 25 maggio, dalle 9.00 alle 16.00, al secondo piano del Day Center, l’Endocrinologia dell’Ospedale di Circolo di Varese, diretta dal Prof. Luigi Bartalena, ordinario all’Università dell’Insubria, apre le porte alla cittadinanza per offrire una valutazione gratuita clinica ed ecografica della tiroide, accompagnata da una campagna informativa sulle patologie tiroidee e sull’importanza di un’adeguata assunzione di iodio sotto forma di sale iodato.

Per partecipare non serve la prenotazione: basta presentarsi al secondo piano del Day center  sabato 25 maggio, dalle 9.00 alle 16.00. Il numero di posti, però, è limitato: solo alle prime 400 persone che si presenteranno verrà effettuata la visita.

«Le malattie autoimmuni della tiroide, tiroidite di Hashimoto, Morbo di Basedow, iper e ipotiroidismo, – spiega il Prof. Bartalena – sono assai diffuse nella popolazione, basti pensare che circa il 2% soffre di ipertiroidismo, e fino al 10-12% di ipotiroidismo. Queste malattie spesso hanno un andamento familiare per una predisposizione genetica che ne favorisce lo sviluppo e sono molto più frequenti nelle donne. Anche la patologia nodulare è molto frequente: se noduli palpabili sono presenti nel 5% della popolazione generale, con l’ecografia noduli non palpabili sono rilevabili fino al 50% della popolazione.

Si può, dunque, ritenere che almeno il 10% della popolazione (6 milioni in Italia) abbia un problema tiroideo, spesso senza sapere di averlo. E’ormai dimostrato che la patologia tiroidea non è confinata alla tiroide, ma, anche nelle sue forme cosiddette subcliniche, ha importanti ripercussioni sull’apparato cardiovascolare, sulle ossa, sulla mortalitàIn aggiunta a questo aspetto epidemiologico e ad esso strettamente correlato si pone il problema della iodoprofilassi, strumento per correggere l’endemica carenza di iodio che affligge il nostro Paese e che è alla base di molte patologie tiroidee. Nonostante la legge n. 55 del 21 marzo 2005 “Disposizioni finalizzate alla prevenzione del gozzo endemico e di altre patologie da carenza iodica”, che prevede una serie di misure destinate a promuovere il consumo di sale arricchito di iodio su tutto il territorio nazionale, un deficit nutrizionale di iodio, spesso di grado lieve o moderato, è ancora presente in molte aree d’Italia. Il gozzo rappresenta la manifestazione più diffusa della carenza nutrizionale di iodio. In Italia circa 6 milioni di persone ne sono affette. In particolare, la carenza nutrizionale di iodio in epoca fetale e neonatale, espone il feto ed il neonato ad un aumentato rischio di sviluppare ipotiroidismo”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2019
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