Prelievi meno dolorosi, un aiuto ai pazienti oncologici

È stata consegnata al reparto di day ospital del Circolo lo strumento acquistato per volontà di Samuela Barco, la mamma di Inarzo morta di tumore

Macchinario consegnato all'oncologia di Varese in nome di Samuela Barco

Il sogno di Samuela s’è avverato. La VeinViewer, il dispositivo che aiuta gli infermieri a trovare le vene e a determinare il miglior punto di inserimento dell’ago, è stata consegnata al day ospital del reparto di Oncologia dell’ospedale di Circolo. 

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La sorella di Samuela Barco, Ivana e il fratello Giacomo hanno portato a termine quello che la giovane mamma di Inarzo, morta di cancro a soli 39 anni, aveva cominciato. Samuela voleva aiutare i pazienti malati di cancro sottoposti a chemioterapia a sopportare meglio i prelievi venosi e l’infusione dei medicinali. La macchina che consente tutto questo esiste, ha un costo piuttosto elevato ma non inaccessibile. Ed ora è a disposizione degli infermieri che lavorano nel reparto di oncologia.

Il macchinario è stato consegnato da Ivana e dal fratello Gabriele alla primaria del reparto Graziella Pinotti, a Elisa Gallerani dell’equipe medica, presenti la rappresentante della direzione medica Maria Cristina Giambelli e la caposala Ombretta Ciotti.

«L’affetto delle persone che hanno partecipato alla camminata che abbiamo organizzato a marzo per raccogliere il denaro necessario ad acquistare lo strumento, ha dato frutti – spiega Ivana Barco – Siamo riusciti a raccogliere fondi a sufficienza per la VienViewer, ma anche per altre attrezzature che provvederemo a donare più avanti. Abbiamo già preso contatti con la pediatria dell’Ospedale Del Ponte».

La macchina costa 6800 euro ed è uno strumento che fornisce un grande aiuto al personale infermieristico. «Consente di individuare in maniera rapida e non invasiva qual è la vena più “efficace” per i prelievi o quella con maggior flusso sanguigno, quindi quella più adatta per trasportare e diffondere le medicine. È anche un supporto psicologico importante per i pazienti che già devono sopportare cure pesanti e in più spesso si ritrovano a dover affrontare prelievi dolorosi. Con questa macchina che attraverso infrarossi riproduce la forma delle vene, è tutto più semplice».

“Un abbraccio a tutte le persone che mi aiuteranno”, aveva scritto Samuela in una lettera prima di morire. Chi lo ha fatto, ringrazia…

Una camminata in nome di Samuela

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2019
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