Rossi: “Vogliamo ripartire dalla comunità e dai bisogni delle persone”

Intervista a Giancarlo Rossi, candidato sindaco di Insieme per Sesto alle elezioni amminIstrative

giancarlo rossi

«Vorrei vedere una Sesto più giovane, più aperta e con voglia di proporsi al centro del territorio, come è stato a lungo in passato». Giancarlo Rossi, sestese, educatore professionale è il candidato sindaco di Insieme per Sesto.

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Rossi, da dove nasce la scelta di candidarsi?
«Abbiamo assistito in questi anni ad un impoverimento dei valori e della cultura della nostra comunità, che si è chiusa su se stessa e ha smesso di cercare risposte moderne ai bisogni delle persone. Anche la tutela dell’ambiente è rimasta una frase vuota, mentre i nostri figli ogni giorno ci ricordano che il mondo è a rischio. Ho pensato che la mia città avesse bisogno di una alternativa più moderna e che servisse mobilitare ogni energia per questo, unendo la forza delle idee nuove e l’esperienza e la competenza capaci di realizzare. Io e gli amici della mia squadra ci siamo messi in gioco per questo».

Quali sono le priorità per il comune?
«Quando si è fermi tutto necessita di essere rilanciato: le politiche sociali, l’ambiente, la cultura, e la scuola. Ma se devo dare una priorità metto al primo posto la manutenzione ordinaria, la costruzione di una nuova scuola media e il sociale. Poi servono progetti a lungo termine mirati allo sviluppo dei diversi settori in un’ottica sostenibile».

Tra i temi al centro del dibattito politico c’è il progetto della Nuova Marna, qual è la vostra posizione in merito?
«E’ imbarazzante trovarsi dopo 10 anni di promesse con un progetto non ancora approvato e nemmeno discusso con la città. Intanto la Marna deperisce giorno dopo giorno senza manutenzione. E crescono i dubbi su quanto costerà realizzare la nuova, su come sarà gestita e quanto peserà il suo mantenimento sulle casse municipali. Ricordo che questa amministrazione ha già sprecato soldi per un progetto che poi è stato cestinato: noi non vogliamo buttare via tutto, ma vogliamo spendere bene i soldi dei contribuenti. Tanti sestesi pensano che 8 milioni siano una spesa esagerata per un progetto che paralizza Sesto da anni. Manterrei la progettualità sul fiume, magari un po’ meno invasiva, e partirei dall’esame dei punti critici del progetto: la collocazione infelice, tra una statale e una provinciale, i parcheggi insufficienti, la mancanza di un percorso ciclopedonale verso il ponte. Vogliamo capire bene i costi di gestione della nuova struttura e come saranno coperti. E vogliamo anche parlare del futuro del Circolo Sestese, un sodalizio che ha finora gestito e riempito di contenuti la Marna e la vita dei sestesi».

Quali sono le vostre valutazioni su questo punto?
«Insieme per Sesto ha preso posizione pubblicamente e avanzato la proposta di affidare al Circolo Sestese la gestione del Parco Europa e delle sue strutture, comprendenti un salone polivalente con bar cucina e una zona per la palestra di arrampicata. Una soluzione valida per l’immediato, in attesa che sia costruita la Nuova Marna, ma a ben vedere efficace anche sul lungo periodo. Il Parco Europa, con i suoi spazi adeguati e le strutture ristorative di cui dispone, potrebbe ospitare molti eventi ed essere anche una base operativa parziale per la canoa durante i lavori. Quanto al progetto generale, Insieme per Sesto ritiene sia da rivedere dialogando a 360° con la cittadinanza e accogliendo le modifiche e le migliorie che i sestesi vorranno proporre. Solo così la Nuova Marna sarà utile a tutti».

Quali sono le vostre proposte per due settori strategici come il turismo e il commercio?
«Oltre a sostenere le attività in atto, la ProSesto e l’ufficio IAT dobbiamo guardare al futuro sfruttando le nostre qualità ambientali e paesaggistiche: la creazione di piste ciclabili, la promozione della riconversione delle aziende agricole in strutture di accoglienza turistica, la pulizia dei boschi e dei sentieri sulle colline, vorremmo attirare un tipo di turismo green, e quindi potenziare la vocazione turistica di Sesto rendendola sostenibile. Metterò ogni sforzo per riqualificare i luoghi abbandonati di Sesto: parte dell’area ex vetreria, la Stazione, il complesso ex Q8, il Parco Europa che ha ancora grandi potenzialità e per il quale pensiamo anche ad un Ostello della Gioventù, per il turismo giovane».

Quali interventi avete in programma per le frazioni e i rioni?
«Prima di tutto, come ci hanno chiesto i sestesi nei nostri incontri: più cura e più pulizia, sia delle cunette che delle strade. Poi ogni frazione ha un proprio bisogno: per esempio a Lentate, pensiamo al potenziale agricolo rivolto all’imprenditoria giovanile, con progetti legati all’apicoltura, alla coltivazione frutti e ortaggi biologici da utilizzare anche nelle mense scolastiche. A Lisanza curare la manutenzione dello scarico fognario a lago, garantire la continuità della scuola, proseguire la ciclabile da Sant’Anna a Lisanza e poi verso Angera. A Oneda migliorare la viabilità interna, problema che esiste anche a San Giorgio, risolto solo in parte, a Oriano trovare un a soluzione all’abbandono del Centro Parco, ai Mulini riqualificare l’attraversamento del Sempione (promessa mancata della giunta uscente) e completare la ciclabile che prosegue verso i percorsi sul Ticino verso Milano».

Che cosa la lega a Sesto Calende, cosa le piace di più della città?
«Sono cresciuto in questa cittadina, ho deciso di restarci con mia moglie e crescere qui i nostri figli: una località tranquilla e a misura di famiglia. Sesto offre servizi che coprono tutte le fasce d’età: dal nido alle scuole superiori, e con una buona offerta di cultura e attività sportive ( frutto di scelte che vengono da amministrazioni che in passato hanno guardato lontano). Abbiamo la stazione, e un bellissimo paesaggio che si affaccia sul fiume e sul lago».

Che cosa invece vorrebbe cambiare?
«In questi anni è come se il tempo si fosse fermato, i servizi non sono stati potenziati e messi al passo con le nuove esigenze delle famiglie, alcune scuole sono vecchie e a volte cadono a pezzi. Il centro sportivo aspetta da anni la manutenzione che merita. La vocazione ambientale turistica non si è evoluta: dopo la creazione delle nuove piazze e delle aree pedonali bisognava puntare sulla creazione di ciclabili e pedonali, ma siamo in ritardo».

Ci presenta in sintesi il vostro programma?
«Abbiamo voglia di fare e di ri-motivare il personale comunale che è stato ridotto, anche sacrificando alcune figure professionali di qualità che oggi ci mancano, vorremmo creare un ufficio capace di reperire risorse finanziarie per attuare i progetti attraverso la partecipazione a bandi, in particolare quelli europei. Di sicuro vorremmo intervenire rispetto alla creazione di uno spazio per giovani, lavoreremo per la costruzione di una nuova scuola media inserita tra il polo formativo delle superiori e gli impianti sportivi, sarà raggiungibile anche da piste ciclabili e sarà progettata per una didattica moderna con attività extra scolastiche. Amplieremo gli interventi a favore del diritto allo studio e della prevenzione del disagio giovanile che ha assunto forme nuove rispetto al passato. Potenzieremo la biblioteca negli spazi rivolti ai giovani, valorizzeremo le sinergie tra le associazioni del territorio e le strutture esistenti, come il CRH che accoglie persone fragili, vorrei avviare una verifica dei bisogni dei cittadini con disabilità psichica per la costruzione di un centro diurno e un appartamento per la vita indipendente definito “gruppo appartamento”. L’utilizzo del Parco Europa verrà valorizzato e potenziato come risorsa per giovani, bambini e famiglie e lo svolgimento del campus estivo. Rispetto all’ambiente doteremo gli edifici pubblici di impianti fotovoltaici, toglieremo dalle mense le stoviglie di plastica e gestiremo con maggiore attenzione la refezione , spostando sul nostro territorio il centro cottura. E’ un programma ambizioso che nasce dai ritardi della precedente amministrazione rispetto ai temi menzionati. Lo staff di persone che compongono la lista dei candidati ha un profilo alto di professionalità ed esperienza, ciò ci permetterà di affrontare questa sfida senza perdere tempo e con efficacia. Molto dipenderà dalla consapevolezza che i cittadini sestesi hanno di questi temi che si esprimerà attraverso il voto. La mia speranza è che Sesto esca dalla traiettoria del borgo antico attraversato da automobili costantemente incolonnate».

 

di mariacarla.cebrelli@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2019
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