I Sette Savi di Melotti accolgono i viaggiatori di Malpensa

Il gruppo scultoreo in un affascinante allestimento di Michele De Lucchi è in mostra alla Porta di Milano fino al febbraio del 2020

Fausto Melotti a Malpensa

Un elegante palcoscenico surrealista accoglie alla Porta di Milano di Malpensa i Sette Savi di Fausto Melotti, confermando l’attenzione di SEA e del Comune di Milano nei confronti dei grandi maestri dell’arte. Le grandi sculture in pietra di Viggiù dell’artista  italiano, accolgono i viaggiatori in arrivo e in partenza con la loro aura di mistero, in uno strepitoso allestimento di Michele De Lucchi, che nella sua semplicità esalta il fascino di quest’opera arcana e maestosa.

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Il gruppo scultoreo torna a Malpensa a sei anni di distanza della rassegna che, grazie a un attento e accurato restauro, aveva riportato il capolavoro dell’artista trentino allo splendore iniziale, dopo oltre mezzo secolo di oblio.

Questa versione dell’opera venne commissionata dal Comune di Milano a Fausto Melotti per adornare, nel 1961, il giardino del Liceo Classico Giosuè Carducci di via Beroldo, e fu selezionata da una commissione composta dagli architetti Piero Portaluppi, Franco Albini e Renzo Gerla, allora consulenti del Comune. Fu pagata 5.805.000 lire, una cifra considerevole per i tempi anche se, visto il valore odierno delle sette sculture, fu anche un lungimirante investimento economico.

Nel 1964, due statue vennero danneggiate; da allora, l’opera giaceva in un deposito del Liceo Classico Giosuè Carducci di Milano, in attesa del suo recupero.

Il gruppo scultoreo de I sette savi nasce da una lunga gestazione. Fu concepito infatti come un insieme di 12 gessi per la sala intitolata “Coerenza dell’uomo” della VI Triennale di Milano del 1959. Di queste, sopravvissero intatte solo sette sculture e questo stesso numero portò Melotti a non volere reintegrare le cinque perdute. L’opera infatti acquisì un nuovo senso, facendo riferimento alla magia del ‘sette’ che si ritrova in tanta parte della cultura: l’ordine dell’universo secondo la matematica antica, i Sette contro Tebe e la ricorrenza del numero nel pensiero greco, le Sette Odi arabe, le sette meraviglie del mondo, nel Cristianesimo i sette peccati capitali, i sette sacramenti, i vizi e le virtù, e così via fino ai “Sette messaggeri” di Dino Buzzati.

Dovendolo ricostruire, l’autore decise quindi di creare sette statue in pietra. Ogni statua è simile ma differente dalle altre, creando un ritmo quasi musicale come era tipico anche della scultura astratta di Melotti. La sequenza si propone come variazione su un tema unico e induce a riflettere sulla compostezza e l’aspetto sacrale di coloro che dedicano la loro vita alla conoscenza.

“L’occasione – sottolinea Flavio Arensi – nasce dalla volontà di stabilire un nuovo dibattito intorno al complesso scultoreo, promuovendo al contempo una definitiva collocazione dell’opera. Su iniziativa dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo del Corno, che ha dato la propria disponibilità per il riassetto definitivo del capolavoro di Melotti, gli addetti ai lavori, come gli appassionati, hanno la possibilità di ritrovare i Savi prima di una giusta sistemazione che permetta la continua fruibilità delle pietre, togliendole in maniera ultimativa dai depositi della Città Metropolitana”.

I SETTE SAVI DI FAUSTO MELOTTI. La magia di un ritorno
Aeroporto di Milano Malpensa, Porta di Milano (Terminal 1)
16 maggio 2019 – 29 febbraio 2020
Inaugurazione: giovedì 16 maggio ore 15.00
Orari: dalle 8.00 alle 22.00
Ingresso libero
Informazioni: tel. 02 232323

di erika@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2019
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