Martina Valcepina, una lezione di vita da medaglia olimpica

Ospite della Guardia di Finanza di Varese, la campionessa di Short Track si è aperta con le giovani atlete varesine

martina valcepina guardia di finanza

Martina Valcepina è una delle migliori al mondo nello short track, il pattinaggio di velocità su ghiaccio in pista corta. Per lei parlano i numeri e le numerose medaglie che si è messa al collo: un argento e un bronzo olimpico, quattro volte campionessa europea e campionessa ai mondiali Junior del 2011.

Martina è un’atleta di punta per il Corpo Sportivo delle Fiamme Gialle della Guardia di Finanza, ma l’atleta di Bormio non è però solo una pattinatrice di livello mondiale, ma nel 2014 la sua vita è cambiata quando ha partorito due gemelle, diventando mamma.

L’esperienza e la vita della Valcepina sono state una “lezione” per le giovani atlete varesine che praticano sport di pattinaggio, ospiti di un pomeriggio speciale nella sede della Guardia di Finanza di Varese.

Ad introdurre l’incontro è stato il “padrone di casa”, il Generale Marco Lainati: «Martina era oggi a Varese per un incontro di mamme atlete nel quale lei era relatrice e abbiamo sfruttato l’occasione per organizzare questo incontro. Mi fa piacere perché è giusto aprire le porte della caserma per questi eventi. Da atleta sono passato anche io da Predazzo, sede centrale del gruppo sportivo Fiamme Gialle, e anche per questo sono ancora più orgoglioso di poter ospitare questa grande atleta».

La parola è poi passata alla protagonista dell’incontro, Martina Valcepina, che ha raccontato i suoi inizi come pattinatrice: «Ho iniziato a cinque anni a pattinare, così come hanno fatto le mie figlie. La consapevolezza di diventare atleta è arrivata pian piano, gara dopo gara il livello è salito. Ma il divertimento c’è ancora adesso. E’ stato difficile studiare e portare avanti gli studi, anche per problemi di strutture: non c’è un posto che ti permette di studiare e allenarsi allo stesso momento».

Come anticipato, sono tante le medaglie internazionali vinte da Martina, che prova a spiegare i sentimenti: «Vincere una medaglia olimpica è un’emozione indescrivibile, non si trovano le parole per descrivere il momento. L’unico dispiacere che ho è quello di avere attenzioni praticamente solo nel periodo delle olimpiadi ed è per noi l’unico momento per farci notare, aumentando però le pressioni. Da ogni caduta bisogna ritrovare la forza per rialzarsi e non mollare mai. Ogni sconfitta ti insegna qualcosa».

Una carriera interrotta per la maternità nel pieno dell’attività agonistica ma un rientro ad altissimo livello: «La medaglia più bella – spiega Martina – è stata la prima da quando sono tornata dopo la gravidanza perché non credevo di riuscire a tornare a pattinare così. Non ricordo neanche bene il colore della medaglia, non era la cosa importante».

Un esempio positivo dello sport, una lezione di vita per le giovani sportive varesine che difficilmente dimenticheranno.

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Pubblicato il 10 giugno 2019
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